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Apocalisse alla frontiera dell’Europa: decine di migliaia i profughi, scontro fra Turchia e Grecia [VIDEO]

Si fa di giorno in giorno più grave la tensione fra la Turchia e la Grecia ai confini tra i due Paesi. Secondo quanto ha annunciato il ministro dell’interno di Ankara, Suleyman Soylu, la Turchia invierà al confine con la Grecia mille agenti delle forze speciali. Ciò “per evitare i respingimenti” di migranti da parte delle guardie di frontiera di Atene.

Immagini dal caos, spari e feriti

Nel video che pubblichiamo la drammatica situazione a Pazarkule, confine turco con la Grecia. Si vede un gruppo di migranti scappare dopo che le guardie greche alla frontiera avrebbero aperto il fuoco contro di loro. Secondo una fonte citata dal corrispondente dell’Economist, Piotr Zalewski, diverse persone sarebbero rimaste ferite, alcune in modo grave. Il video è tratto dall’account Twitter dei giornalista Piotr Zalewski (@p_zalewski).

Emergenza umanitaria

Si rischia un’impennata dello scontro politico e diplomatico, speriamo non militare, ai confini sud-orientali dell’Europa. Tutto sulla pelle di decine e decine di migliaia di persone migranti. Uomini, donne e bambini in fuga dalla miseria della Siria distrutta dalla guerra ma anche da altri Paesi. I quali stanno tentando di entrare a qualunque costo in Grecia, cioè nell’Unione europea.

Frontiera con la Turchia a Kastanies in Grecia

“Quasi 140mila migranti verso la Grecia”

Secondo Ankara sono 138.647 i migranti che si sono diretti dalle zone interne del Paese verso la frontiera con la Grecia. Vogliono cercare di entrare nell’Ue, dopo che nei giorni scorsi il leader turco Erdogan ha annunciato che non li avrebbe più fermati. Le cifre fornite dalla Grecia sono molto diverse. Atene ha confermato finora 24mila tentativi illegali di attraversamento del confine. I militari greci li hanno impediti con la forza.

Idlib, dove infuria la guerra

Una parte di coloro che cercano di fare ingresso in Grecia proverrebbero da Idlib e dal nord della Siria. Laggiù, è notizia di oggi 5 marzo, almeno 15 civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i russi hanno compiuto i raid nel cuore della notte. Il massacro è avvenuto alle porte della città di Maaret Misrin, dove si trovava un gruppo di sfollati siriani.

Molti bambini muoiono in Siria

Le forze armate turche, che hanno invaso la Siria del nord, avrebbero eliminato, uccidendoli o ferendoli, altri 184 soldati dell’esercito governativo siriano nelle ultime 24 ore. Una decina di giorni fa è scattata l’operazione “Scudo di Primavera”, nella provincia contesa di Idlib. Stando al ministero della Difesa turco, i militari della Mezzaluna hanno distrutto quattro carri armati, tre armi anticarro, cinque lanciarazzi, otto mezzi militari, due pick-up armati e due mezzi blindati nemici. In precedenza, la Turchia aveva rivendicato di aver “neutralizzato” oltre 3.000 combattenti di Damasco. La guerra infuria spaventosa. E molti siriani soffrono, sono sfollati, vivono in campi senza strutture. Molti bambini muoiono a causa del gelo invernale.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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