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Festa della donna 2020: eventi e cultura, la mostra di Ester Kläs

Otto marzo, la festa della donna. Proprio oggi vogliamo dedicare la nostra attenzione ad una donna artista che nonostante la giovane età si è fatta notare dalla critica e dal pubblico per il suo talento, raggiungendo anche quotazioni di mercato davvero notevoli. Esther Kläs è nata nel 1981 a Magonza, in Germania, attualmente vive e lavora a Barcellona. Maybe it can be different è la prima mostra nella capitale a lei dedicata che si è inaugurata il 13 febbraio alla Fondazione Giuliani di Roma e che rimarrà aperta fino al 18 aprile 2020.

Maybe it can be different
Installation view presso la Fondazione Giuliani, febbraio – aprile 2020
foto: Giorgio Benni

L’interesse di Kläs ruota soprattutto attorno alla gestualità e al movimento, nonché alla sperimentazione di materiali spesso molto differenti tra loro; per questo motivo nella personale è possibile trovare un’ampia varietà di linguaggi, come per esempio sculture, ceramiche, arazzi in lana, disegni ad olio e video. L’influenza del minimalismo è forte, tuttavia la sua tendenza all’artigianalità la avvicina anche all’Arte Povera. Inoltre, a prevalere è l’attenzione verso le rotondità, le curve e i volumi che si contorcono su se stessi, non a caso l’artista predilige materiali malleabili che meglio si confanno al raggiungimento dei propri obiettivi. Di conseguenza, anche le superfici lisce possono lasciare spazio a superfici ondulate, sbozzate e più tangibili. Spesso Kläs ama lasciare una sorta di “marchio” sui suoi lavori, ovvero un’impronta digitale come segno indelebile della realizzazione dell’opera incorporata all’opera stessa.

Maybe it can be different, Installation view presso la Fondazione Giuliani, febbraio – aprile 2020, foto: Giorgio Benni

Per comprendere la ricerca artistica della giovane tedesca è necessario cogliere le interrelazioni esistenti tra forma, spazio e movimento che regolano il suo operato, nonché il suo coinvolgimento con la fisicità dello spettatore. Il posizionamento delle opere nello spazio, totalmente astratto, nonostante intenda escludere qualsiasi forma di teatralità, è stato pensato appositamente dall’artista per fungere da guida per i movimenti del visitatore. Quest’ultimo, infatti, diviene componente fondamentale della mostra, sia perché le opere richiedono di essere osservate da diversi punti di vista, sia perché sollecitano un certo senso di ritmo e gestualità concretizzabile soltanto da lui.

 

 

Maybe it can be different

Esther Kläs

Dal 14 febbraio al 18 aprile 2020

Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea

Via Gustavo Bianchi, 1

00153 Roma

Dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:30 su appuntamento

www.fondazionegiuliani.org[email protected]

+39 06 57301091

Manuela Valentini

Arte&Cultura

Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.

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