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Coronavirus: il governo pronto a sospendere tasse, bollette e mutui

Una sospensione in tuta Italia del pagamento di mutui, bollette e tributi. È più che un’ipotesi. Lo ha spiegato stamani 10 marzo il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital.

Uno dei “quattro canali” su cui si sta indirizzando il governo per aiutare famiglie e imprese “è quello della liquidità, che va garantita, e questo lo si fa con la sospensione dei pagamenti, di mutui, bollette, tributi. Dobbiamo ragionare su tutto territorio nazionale”, ha detto Stefano Patuanelli.

Alla domanda se la sospensione varrà già dalla prossima scadenza fiscale del 16 marzo, “stiamo lavorando in questa direzione”, ha risposto il ministro. Quanto alla portata economica degli interventi il ministro ha fatto capire che la somma sarà probabilmente superiore ai 7,5 miliardi di cui si è parlato nei giorni scorsi.

La cifra complessiva degli aiuti all’economia italiana provata dagli effetti del coronavirus raggiungerebbe i 10 miliardi. Questo grazie all’aumento del deficit. “L’ordine di grandezza è quello”, ha detto Patuanelli. “Probabilmente chiederemo un deficit leggermente più alto per avere più possibilità di interventi. Non è detto che utilizziamo tutto nel primo decreto. Il limite di 7,5 miliardi è un limite che superiamo”, ha aggiunto.

Di un possibile congelamento dei pagamenti ha parlato anche la vice ministra Laura Castelli, secondo cui nel decreto ci sarà “una parte fiscale molto importante di sospensione di pagamenti, pagamento di ritenute, contributi.” Intervenuta a Radio Anch’io Castelli ha chiarito che l’intervento riguarderà anche i mutui. “Mutui, tasse, è tutto sospeso.”, ha detto specificando che l’intervento sarà “sui mutui di privati e famiglie.”

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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