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Musica

Bob Dylan, il nuovo brano sulla storia di Kennedy: citati i Beatles e Woodstock

Dopo otto lunghissimi anni di assenza Bob Dylan ha voluto fare una sorpresa a tutti i suoi fan. Il musicista e poeta statunitense ha così lanciato proprio oggi un nuovo brano inedito: “Murder Most Foul“. La canzone, scritta qualche tempo fa, racconta la storia di Kennedy e del suo assassinio. Tutti i più grandi estimatori della musica di Dylan aspettavano questo momento ormai da parecchio tempo e oggi il web è su di giri per questa novità.

“Murder Most Foul”, la canzone che cita Woodstock

L’ultimo album di inediti pubblicato da Bob Dylan risale al 2012, quando l’artista pubblicò “Tempest“. Successivamente, ma ormai nel già lontano 2016, sono usciti dell’autore solo album di cover. Finalmente quindi, dopo ben otto anni di attesa, è arrivato il momento di ascoltare un altro dei capolavori del Maestro del rock.

Il brano parla di John Fitzgerald Kennedy e del suo assassinio e dura ben diciassette minuti. La canzone si presenta in modo molto particolare e diverso dal solito: è infatti un lungo discorso recitato con una meravigliosa base al pianoforte. E’ presente anche un accompagnamento musicale. “Murder Most Foul” è ricca di riferimenti agli anni Sessanta e Settanta e non poteva non essere citata Woodstock con i suoi più importanti protagonisti: i Beatles. Non mancano riferimenti neanche agli Who o ancora agli Eagles.

Nel presentare il suo nuovo pezzo Bob Dylan si è quasi emozionato e ha fatto riferimento anche alla situazione di emergenza che sta vivendo il mondo intero. Infatti l’artista è stato – come tantissimi altri cantautori – costretto ad annullare il suo tour in Giappone previsto per il mese prossimo. Ecco cosa ha dichiarato su tutti i social:

“Saluti ai mie fan e a chi mi segue, con gratitudine per tutto il vostro supporto e la vostra lealtà nel corso degli anni. Questo è un brano inedito che abbiamo registrato un po’ di tempo fa e che potreste trovare interessante. Restate al sicuro, siate attenti e possa Dio esservi accanto. Bob Dylan.”

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