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Coronavirus, Conte: “Riaperture per gradi, forse già da aprile”

Occorre “individuare alcuni settori che possono ricominciare la loro attività. Se gli scienziati danno il loro assenso, potremmo cominciare ad allentare alcune misure già alla fine di aprile”.

Così il premier Giuseppe Conte apre alla possibilità di una ripartenza a breve dell’Italia, in ginocchio per la pandemia del coronavirus, tramite un’intervista rilasciata alla prestigiosa emittente britannica Bbc. Il capo del governo italiano ribadisce come la guardia non sarà abbassata e spiega che ”solo gradualmente” si procederà con le riaperture.

Nell’intervista, tra i vari temi che il presidente del Consiglio affronta, c’è anche quella della eventualità che la Russia abbia legato i suoi aiuti all’Italia sul coronavirus a una condizione ben precisa. Ovvero alla condizione che Roma allenti le sanzioni europee nei confronti di Mosca. Il premier, però, si ‘offende profondamente’. “Questa è un’offesa al governo italiano…e anche a Vladimir Putin, che mai si è sognato di usare gli aiuti come leva” sulle sanzioni.

Nel nostro Paese, intanto, diventa sempre più drammatico il problema dei decessi nelle case di cura per anziani. Oltre un terzo delle vittime accertate nelle Residenze sanitarie assistite (Rsa) sarebbe dovuto al coronavirus. Un dato positivo arriva dal numeri nel loro complesso. In Italia nelle ultime ventiquattr’ore i malati di Covid-19 ufficialmente guariti sono 2.099. Lo indica l’ultimo bollettino della Protezione Civile (8 aprile). Numeri incoraggianti che però non rassicurano l’organizzazione mondiale della sanità (Oms). Da Ginevra (sede dell’organismo, che fa parte delle Nazioni Unite) si fa filtrare scetticismo e prudenza sull’inizio della “Fase 2”. “Non c’è ancora una diminuzione netta” dei contagi “ma solo un rallentamento, riaprire ora è difficile” è il messaggio che arriva dall’Oms.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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