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Migranti alla deriva, appello dai barconi: “Aiuto, stiamo morendo”

Sono voci rassegnate quasi senza più la forza della disperazione. Sono quelle che arrivano dai telefoni dei migranti alla deriva nel Canale di Sicilia ormai da quasi 4 giorni. Alarm Phone, il servizio telefonico indipendente dedicato ai profughi in difficoltà, ha pubblicato l’audio di alcune richieste d’aiuto sul proprio profilo Twitter (@alarm_phone).

“Aiutateci, le persone stanno morendo”

Come quella di una giovane madre. “Aiutateci, per favore, stiamo affondando – dice la donna ad Alarm Phone –. Sono incinta e non sto bene. Mia figlia di 7 anni è molto malata. Non abbiamo cibo né acqua, non abbiamo nulla. Hanno detto che sarebbero venuti ma non è arrivato nessuno. Le persone stanno morendo“.

Quattro gommoni alla deriva

Si tratta di decine di uomini, donne e bambini in pericolo. Si calcolano, infatti, complessivamente, 259 persone a bordo di 4 gommoni. Uno di questi barconi sarebbe affondato. Il che significa, molto probabilmente, una strage con decine di vittime.

Tratti in salvo alcuni profughi

Nella giornata di oggi, 13 aprile, la nave Aita Mari della ong Salvamento Marítimo Humanitario ha localizzato e raggiunto uno dei quattro gommoni (nella foto in alto). I natanti – uno con 72 migranti a bordo, uno con 47, uno con 55 e l’ultimo con 85 -, erano stati segnalati ieri alla ong Sea Watch da Alarm Phone. “Stiamo seguendo le vostre indicazioni ma non vediamo nessuna barca in soccorso – dice un altro migrante su un barcone con altre 46 persone -. Siamo in condizioni critiche, non possiamo aspettare ancora, aiutateci per favore”.

“Il governo Conte che fa?”

Abbiamo scritto con alcuni parlamentari al presidente Conte. Nessuna risposta né da lui né da altri ministri – scrive su Facebook Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico, postando il video di un audio raccolto da Alarm Phone -. Tutti sono pronti a citare le parole del Papa, a elogiarle. Ma di fronte alle parole di una madre che invoca aiuto guardano altrove. Non c’è ragione che giustifichi questo comportamento”.

La nave Aita Mari della ong SMH

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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