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Coronavirus, arriva la app Immuni: il “diario clinico” che ci monitora

L’ordinanza è firmata. Il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha dato il via libera. Nasce così “Immuni” la app scaricabile su telefonino per tracciare contatti ravvicinati e stato di salute di chi è positivo al Sars-CoV-2. Non è ancora operativa ma è affidato ufficialmente l’appalto per metterla in atto concretamente in tempi brevi.

Perché è importante

Proposta dalla società Bending Spoons S.p.a., l’app di contact tracing dovrebbe costituire uno strumento efficace di contrasto alla diffusione del Covid-19, malattia tutt’altro che debellata nel nostro Paese, malgrado le cose – dopo quaranta giorni di lockdown – stiano lentamente migliorando.

Licenza d’uso a titolo gratuito

La società, si legge nell’ordinanza firmata da Arcuri, “ha manifestato la volontà di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua, al Commissario straordinario e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact tracing già sviluppate”. La società società Bending Spoons, insomma, afferma che opererà a titolo gratuito per dare un contributo all’Italia.

Come funziona l’app “Immuni”

Ciascun italiano potrà scaricare volontariamente la app Immuni, senza, ovviamente, obbligo di farlo. Secondo quanto spiega il Corriere della Sera, chi scaricherà “Immuni” dovrebbe potere avrà accesso a due sezioni. La prima è un diario clinico per tenere nota del suo stato di salute e dell’eventuale evoluzione dei sintomi del coronavirus, senza che alcun dato lasci il dispositivo. La seconda è quella di tracciamento dei contatti e si basa sulla tecnologia bluetooth. Non permette, cioè, allo smartphone di riconoscere e salvare i codici dei dispositivi a cui è stato vicino e che hanno la app installata.

Avvertire gli altri del contagio

Quando una persona sa di essere infettato dal virus, riporta Repubblica, riceve dall’operatore sanitario un codice. Attraverso di esso può scaricare su un server i dati raccolti dalla sua app, inclusa la lista anonima delle persone a cui è stato vicino nell’ultimo periodo. A questo punto il server calcola il rischio che corre ogni contatto in base alla vicinanza e al tempo di esposizione al virus. Generando un elenco di persone da avvertire mediante notifica da inviare sullo smartphone. E anche se non è prevista un’opzione di tracciamento con il gps, implementarla non dovrebbe essere complicato.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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