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Libri

In Libreria

Questa settimana – al tempo delle librerie che, sebbene non dappertutto, cominciano a riaprire fronteggiando il coronavirus – la rubrica di Velvet Mag “In Libreria” consiglia 5 novità editoriali. La nuova saga di Elena e Lila, in cui ci conduce per mano Elena Ferrante; il romanzo dei segreti familiari nascosti in una villa; un’ode alla poesia: perché è così importante, proprio adesso; un noir allucinante e imperdibile scritto da un Premio Pulitzer; la vita del futuro che speriamo non debba mai arrivare, fra coscienze in vendita e corpi androidi.

Storia di chi fugge e di chi resta di Elena Ferrante (edizioni e/o)
Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso L’amica geniale e Storia del nuovo cognome, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto. Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime. Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto…

I segreti della villa di famiglia di Rebecca Martin (Newton Compton)
Elly Kramer, un tempo una famosa attrice, trascorre la vecchiaia nella villa di famiglia. Quando viene informata che la nipote, Alea, sta progettando di celebrare il novantesimo anniversario del cinema Odeon – fondato dal padre di Elly – con un libro commemorativo, prende una decisione. La donna, elegante e riservata rappresentante di un’epoca sparita, decide inizialmente di tenersi in disparte. Alea, tuttavia, ha già chiesto aiuto a una giovane esperta per mettere insieme fotografie, lettere e testimonianze che ricostruiscano la straordinaria storia dell’Odeon…

Se c’è un posto bello sei te di Gio Evan (Fabbri Editori)
La poesia non può cambiare il mondo. Il mondo è troppo robusto per chinarsi di fronte a tanta tenerezza. Il mondo ha guerre nel sangue, fucili nei baci, ha porti chiusi, navi piene di amori nuovi che non trovano terra ferma, qui, nel mondo. Perciò la poesia non può cambiare il mondo, è vero, però può cambiare me, può cambiare noi. Può aiutarci in un periodo di merda, può consigliarci la prossima mossa, può farci venire un’idea buona, può aiutarci a realizzare i sogni, può cambiare l’approccio del cuore. La poesia, ecco, la poesia non può cambiare il mondo però può cambiare un bambino, una signora, un padre, un giardiniere, noi. E noi possiamo cambiare il mondo.

La zampa di scimmia di Michael Cunningham
I White sembrano una famiglia come tante altre. Umile, laboriosa, senza grandi ambizioni ma ispirati da una certa tranquillità d’animo e la giusta dose di rassegnazione. Le vite di padre, madre e figlio scorrono quiete fino al giorno in cui un amico di lunga data, un militare in carriera che ha trascorso in India gli ultimi vent’anni, viene in visita portando un dono bizzarro. Ossia una zampa di scimmia, souvenir delle terre lontane da cui proviene, che avrebbe il potere di esaudire tre desideri. L’esotico talismano accende negli occhi della famiglia White tentazioni che il tempo aveva sopito, ma che oggi sono pronte a deflagrare. Il premio Pulitzer Michael Cunningham, nella tradizione di Edgard Allan Poe e William Wymark, esplora i segreti di una famiglia pericolosamente normale.

Lasciami andare di Katie M. Flynn
Lilac ha sedici anni, ma non è propriamente una ragazza, almeno non la ragazza che è stata. Quello che è rimasto di lei è la sua coscienza, diventata proprietà della Metis, una società high-tech che conserva le memorie dei morti per reinstallarle in nuovi “corpi”: i più poveri sono inseriti in oggetti di uso comune, i più fortunati in umanoidi tanto raffinati da sembrare donne e uomini. Sono i compagni, androidi di nuova generazione, e sono destinati ad arricchire le tasche della Metis e l’esistenza di chi è rimasto in vita dopo un’epidemia che ha decimato la popolazione…

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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