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Coronavirus

Coronavirus, il calcio riparte? Tutte le ipotesi sul tavolo

Il governo Conte prepara il piano per la “fase 2”: la riapertura delle attività produttive e sociali per cominciare la fase della convivenza col coronavirus. Uno dei settori strategici per l’Italia, dal punto di vista sociale ed economico, oltreché di costume, è lo sport. Che cosa accadrà al campionato di calcio e a tutto ciò che gli ruota intorno?

Nessuna certezza

Le parole del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora arrivano come una doccia gelata sul mondo del pallone. Dopo che il Consiglio della Lega di Serie A ha confermato all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione, il ministro ha dichiarato: “Non do per certo né la ripresa del campionato né degli allenamenti il 4 maggio”.

I problemi da affrontare

L’orientamento del governo, sostiene Repubblica, è di consentire gli allenamenti individuali ma non di squadra. Questo significa che i giocatori si limiterebbero a sedute atletiche singole. In ogni caso anche all’interno della Serie A non mancano le perplessità sulle modalità della ripartenza. Alla vigilia dell’assemblea di Lega di oggi 21 aprile – dove si parlerà anche dei diritti tv – otto club hanno sollevato tre quesiti alla Figc. Come riporta il sito di Sport Mediaset: sui contratti dei giocatori e gli accordi di mercato fra società; nel caso in cui la stagione prosegua oltre il 30 giugno; ma soprattutto sugli effetti giuridici su calciatori o club se il campionato si interrompesse nuovamente per un contagio.

Una settimana decisiva

Mercoledì 22 aprile si annuncia decisivo il confronto in videoconferenza tra il ministro Spadafora e i vertici della Figc. Ci saranno anche i presidenti Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, della Associazione Calciatori, della Associazione Arbitri, della Federazione Medici Sportivi e una delegazione del Comitato Tecnico Scientifico istituito dalla Figc. Mentre giovedì 23 aprile il Comitato esecutivo Uefa potrebbe dare indicazioni sul calendario di Champions ed Europa League. L’orientamento è di portarle a termine anche se non ripartissero i campionati.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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