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Coronavirus, Trump “suggerisce” iniezioni di candeggina: decine di ricoverati negli Usa

Negli Stati Uniti non è rimasto senza conseguenze il discorso in conferenza stampa del presidente Donald Trump, due giorni fa. Trump aveva dichiarato che, sebbene in via ipotetica, si potevano sperimentare iniezioni nel corpo umano di disinfettante, come la candeggina, per sconfiggere il coronavirus.

Gli Usa sono oggi l’epicentro della pandemia, il paese ha decine di migliaia di vittime. Ebbene, dopo l’ “idea” del presidente di sperimentare una nuova forma di cura rapida, decine e decine di persone hanno chiamato gli ospedali americani. Asserivano di essersi iniettate disinfettante. Ovviamente con conseguenza pesanti sulla salute.

L’affermazione del presidente ha scioccato tutti. Lo stesso Trump è dovuto tornare sui suoi passi minimizzando quanto detto. Mentre in molti scrivevano sui social media raccomandandosi a tutti di non ingerire assolutamente nulla.

Secondo il Mattino, il New York City’s Poison Control Center sostiene di aver ricevuto 30 chiamate. Tutte nelle 18 ore successive alle osservazioni del Presidente Usa. Ovvero decine di persone si sono intossicate per aver seguito consigli che non avevano alcun fondamento scientifico. Anzi, gli esperti li avevano subito smentiti.

Non solo a New York si sono verificati casi simili. Così Trump è stato costretto a correggere il tiro retwittando quando pubblicato sui social dal Cdc, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. “Detergenti per la casa e disinfettanti possono creare problemi alla salute se non usati in modo corretto. Seguite le istruzioni sull’etichetta del prodotto per assicurare un uso sicuro ed efficace”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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