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Coronavirus

Coronavirus, con una app si prenota l’ombrellone in spiaggia

Salvare la stagione balneare dell’Abruzzo in emergenza coronavirus grazie a una app di prenotazione per un posto sulle spiagge libere. Secondo l’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, la stagione al mare potrebbe tranquillamente cominciare da giugno.

“La Regione Abruzzo – ha dichiarato Febbo – ha predisposto un piano che consentirà ai cittadini di frequentare le spiagge libere. Nel rispetto del distanziamento sociale come impongono le norme anti contagio da Covid-19″.

Per andare al mare anche in spiaggia libera ci si dovrà quindi prenotare. E questo dovrà avvenire “attraverso una piattaforma digitale gestita dalla Regione in collaborazione con i titolari degli stabilimenti balneari – spiega l’assessore, come riporta online l’Ansa -. Le spiagge libere saranno attrezzate con ombrelloni, lettini e sdraio e per accedervi sarà necessario prenotarsi”.

“Il costo, a prezzo calmierato – sottolinea l’assessore – sarà a carico della Regione che lo concorderà con i balneari”. Sulla data del 1° giugno “l’ultima parola spetta al governo, ma noi saremo pronti. Già si stanno sistemando gli stabilimenti“. Che dovranno rinunciare, però, a una fetta di ombrelloni: “Stimiamo che sarà necessaria una riduzione di circa il 30-35% dei posti”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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