sabato, Agosto 15, 2020

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La nuova vita con la mascherina: il look dell’Italia che non si arrende

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.” L’emblematica frase di Luigi Pirandello contenuta in “Uno, nessuno, centomila” ci ricorda di come la maschera, che l’uomo si costruisce ogni giorno, celi la personalità poliedrica e indecifrabile. Ora in questa fase 2, quando usciamo di casa, indossiamo tutti la mascherina. Il tanto discusso elemento di protezione per la nostra e l’altrui salute, obbligatorio nei luoghi e sui mezzi pubblici. Andare in giro con questa protezione ci sembra molto strano, ma un po’ alla volta ci faremo l’abitudine.

Indossare la mascherina nei Paesi Asiatici: una regola di bon ton

In Giappone e in Cina, già prima dell’arrivo del coronavirus, c’era già la consuetudine di utilizzare la mascherina chirurgica per non infettare con i propri germi o prendere il virus di altri e per proteggersi dallo smog e dall’inquinamento.

Se si è malati, nei Paesi Asiatici, indossare la mascherina infatti è una vera e propria regola di bon ton, oltre che un’imprescindibile regola igienico-sanitaria. Nessuno, in quei luoghi, guarda con diffidenza o si scandalizza se vede qualcuno con la mascherina.

Quante volte noi invece abbiamo guardato con paura e con perplessità negli aeroporti o all’estero gli asiatici che indossavano la mascherina? Pensavamo fossero addirittura fobici nei confronti dei virus. Ora invece siamo costretti anche noi a portare queste protezioni.

E in Italia?

In Italia non eravamo di certo preparati a indossarla. Ma la salute viene prima di tutto, perciò che mascherina sia! Gli italiani si stanno dimostrando abbastanza disciplinati nel seguire le nuove regole. Il problema è serio ed il Paese risponde con altrettanta serietà. Ed ecco quindi che ci ritroviamo ad andare al supermercato, in farmacia o al lavoro con il volto per metà coperto. Una situazione inimmaginabile fino a tre mesi fa, ma che ora è divenuta realtà.

Il tempo sospeso

La mascherina è il simbolo assoluto di questo nostro tempo dai confini così incerti e volubili. Un tempo sospeso, segnato dalla paura, dalla confusione, ma anche dalla forte voglia di ricominciare a vivere e di riappropriarci giorno dopo giorno della nostra esistenza sottratta dall’atroce virus. L’aria di primavera ci vorrebbe euforici, ma qualcosa ci trattiene. Eppure anche con la mascherina si può essere seducenti, basta volerlo.

D’altronde la protezione farà parte del nostro look quotidiano ancora per molto tempo.Non resta quindi che abituarci in fretta all’utilizzo di questo nuovo accessorio.

A volte facciamo fatica a riconoscere anche i conoscenti in giro per strada. Giriamo in incognita tra mascherine, occhiali da sole e cappellini. Si percepisce un po’ di disagio nell’aria. Avere il volto coperto non rientra nelle nostre abitudini di vita e non aumenta di certo la socialità, anche se prima dell’arrivo del virus alcune griffe proponevano già la mascherina anti-smog.

La mascherina per costruire il personaggio

C’ è chi ha fatto della mascherina il proprio marchio di fabbrica ed elemento riconoscitivo e la utilizza per nascondersi e osare ciò che vorrebbe essere. Junior Cally, al Festival di Sanremo, la esibisce in metallo ricoperta da un pavè di Swarovski e diviene per questo oggetto di discussione. Myss Keta, provocatoria e irriverente, sfoggia orgogliosamente un velo con gli occhiali da sole in pendant che le coprono l’intero volto.

Da Prada, a Armani a Dior a Chanel: la produzione delle mascherine

Molte aziende moda hanno dimostrato la loro generosità impegnandosi a produrre mascherine e ad offrirle al personale medico sanitario. Miroglio, tra i primi a muoversi, ha convertito la produzione da tessile e moda a mascherine, anche Calzedonia si è impegnata nella produzione, così come Armani, Chanel, Dior, Gucci e Prada. Zara ha messo a disposizione del Governo spagnolo la sua logistica per la consegna delle mascherine. Carlo Pignatelli ha convertito parte della sua rete produttiva per la realizzazione di mascherine protettive, donandole ad enti locali piemontesi. Così come Baldinini, che ha deciso di dare il proprio contributo trasformando parte dei suoi impianti produttivi per produrre le mascherine chirurgiche. L’azienda romagnola ha offerto le protezioni ai dipendenti, alle loro famiglie e alle forze dell’ordine. Balenciaga e Saint Laurent produrranno 3 milioni di mascherine per i francesi, altri 40 milioni sono stati promessi dal colosso del lusso LVMH.

La produzione di mascherine di Baldinini

I modelli delle mascherine, quali indossare

C’è chi con nonchalance indossa la mascherina modello chirurgico e manifesta così la propria vicinanza agli operatori sanitari. O forse, come direbbe Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly nel celebre cult movie “Il Diavolo Veste Prada” : “ Perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso”. Ecco quindi che scegliere il modello basico ed asettico per molti rappresenta la scelta migliore. Per molti si, ma non per tutti.

La mascherina griffate

I fashionisti non amano amalgamarsi alla massa. C’è infatti chi ama stupire e essere attento al proprio look anche nei momenti di criticità. Ecco quindi che avanzano modelli di mascherine dai colori, tessuti e fantasie più disparate, abbinate alla giacca o alla maglia, perché si sa lo stile è una cosa seria anche in pandemia.

Da Fendi a Gucci a Chiara Boni: le mascherine particolari

C’è la mascherina costosissima con le doppie F di Fendi, in pura seta nei colori iconici della maison, andata presto sold out. L’artista americano Etai Drori ha trasformato invece degli asciugami di Louis Vuitton in colorate coprimascherine. Chiara Ferragni è corsa subito ad indossarle. C’è anche quella di Gucci logata, in tulle nero e doppia G di cristalli, scelta da Billie Eilish per il suo look ai Grammy Awards. O la mascherina nera in cotone con frecce bianche lanciata da OffWhite. Loggetto dei desideri dei millennials, ora introvabile. Apprezzatissima anche quella di Marcelo Burlon, modello Black Wings nera, in cotone con stampa colorata. Chiara Boni la propone invece in stampa animalier “Tanzania”. Di color sabbia bruciata, si può indossare con disinvoltura giorno e sera. Perfettamente lavabile in lavatrice e riutilizzabile. La celebre stilista donerà parte del ricavato della vendita dell’accessorio all’Associazione Aziende Socio Sanitarie Territoriali della Regione Lombardia.

La mascherina animalier di Chiara Boni

Morfosis, il brand nato dall’estro creativo di Alessandra Cappiello presenta delle eleganti mascherine, in sofisticato black and white, 100% cotone lavabili e riutilizzabili. Blumarine rimane fedele al suo stile, grazie alle romantiche rose, realizzando una mascherina sartoriale 100% raso di cotone con cristalli Swarovski. Anch’essa lavabile, indossabile più volte e prodotta a mano.

La mascherina di Blumarine Home Collection in raso e swarovski

La mascherina da sposa e per bambini

Pizzo e decori per la mascherina fashion da sposa a fiori e pois per le più romantiche, tutte personalizzabili ed ordinabili su Amazon. Ma anche ecosostenibili ed ecologiche come quelle di Monnalisa per i bambini. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Le grandi firme lo hanno capito presto. La tanto odiata mascherina si sta trasformando in un accessorio di tendenza su cui puntare. Va detto: queste mascherine non hanno un potere filtrante dal virus. E’ opportuno quindi indossarle sopra alla mascherina medica protettiva. Al momento i modelli conformi sono solo due e sono utilizzate in chirurgia: le mascherine FFP2 e quelle FFP3.

La mascherina, l’accessorio del momento

Con le mascherine dovremo conviverci a lungo. E’ importante quindi instaurare una “familiarità” con l’accessorio. In ufficio anche è obbligatorio indossarle. Le mascherine diventeranno come gli occhiali da sole, non usciremo di casa senza, almeno per un bel po’. Sarà sensuale vedere una donna che si sfila la mascherina uscendo dal negozio o dal luogo di lavoro. Un sottile gioco di seduzione che con la fantasia ci porta ad immaginare le maschere di Venezia. Il simbolo del gioco e dell’allusione di indossare i panni altrui e di celare la vera identità.

La mascherina in cotone di Morfosis

Lo sguardo la nostra carta vincente

Nel frattempo giochiamo sul nostro sguardo perché si sa, gli occhi sono lo specchio dell’anima e comunicano. Ora la seduzione passa proprio da lì. Si quindi ad un trucco enfatizzante, a un bel mascara che allunga le ciglia o ad un eyeliner nero che sottolinea l’intensità dello sguardo. Per gli uomini? Una nota di profumo particolare che lasci un ricordo piacevole della loro presenza. E poi non dimentichiamo un saluto affettuoso. Mai come in questo momento la cortesia è la nostra carta migliore.

Elena Parmegiani

 

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