martedì, Giugno 2, 2020

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Leopoldo Aperio Bella: «Ripartiamo nel segno di sport e cultura, le nostre radici» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Ieri, 18 maggio, l’Italia è entrata in una nuova fase: una sorta di fase 2.5. Sono molte le attività che si approcciano alla riapertura e le emozioni in gioco sono tantissime: si avverte il ritrovato entusiasmo per il rilancio, quasi come si trattasse di una inaugurazione, una nuova apertura; c’è poi un sentimento di smarrimento. Le attività pronte a riaprire i battenti, infatti, vivono momento di forte scetticismo, nessuno sa cosa aspettarsi non esistendo un precedente.

Sensazioni condivise anche dal Presidente del Circolo Canottieri Tirrenia Todaro, Leopoldo Aperio Bella, che abbiamo raggiunto telefonicamente e che ci ha raccontato dei protocolli che adotterà la sua struttura dopo il 25 maggio e di quanta voglia abbia di tornare a organizzare concerti in estate, convegni e soprattutto di rivedere atleti e corsisti svolgere le proprie attività serenamente.

Ph: Alessandro Cidda

Intervista esclusiva a Leopoldo Aperio Bella

 

Il Circolo Canottieri Tirrenia Todaro è un circolo storico, nato nel 1945. Dunque con una lunga e importante tradizione alle spalle. Seppure una vita lunghissima, un evento come il covid la sua struttura non l’ha mai vissuto. Come avete affrontato la prima fase di questa emergenza sanitaria?

“Imposterei il discorso sotto due profili: il primo riguarda appunto il primo periodo. Tutti noi abbiamo vissuto questa situazione di emergenza smettendo di svolgere qualsiasi attività. Abbiamo attivato dei corsi online per i corsisti, non giornalieri, ma a cadenza settimanale. Abbiamo svolto questa attività online per tutto il periodo e continuiamo a svolgerla. Gli atleti invece hanno preso parte ad allenamenti quotidiani.

Per quanto riguarda il circolo abbiamo lavorato tantissimo, sia singolarmente, sia insieme agli altri circoli storici. Come club abbiamo avuto numerose call e scambi di informazioni con gli altri presidenti per cercare di rendere omogenee tutte le posizioni, anche in vista di una riapertura. In questa ottica, quando ci fu il primo decreto che permetteva agli atleti di tornare ad allenarsi, abbiamo deciso di mantenere la chiusura del circolo ma di farli comunque allenare. Tutti i circoli, dunque, hanno deciso di mantenere attiva la chiusura, data l’incompatibilità oggettiva tra le attività del circolo e quelle sportive. C’è stata una grande sinergia”.

 

Siamo però arrivati alla fine di queste misure restrittive e stiamo entrando in una nuova fase: come la state gestendo?

“Innanzitutto stiamo attivando dei nuovi protocolli per la riapertura. In base all’ultimo DPCM dovremmo riaprire il 25 maggio e stiamo lavorando affinché sia tutto pronto. Abbiamo fatto riunioni su riunioni, abbiamo fatto rientrare i dipendenti per la manutenzione, abbiamo provveduto alla sanificazione e creato un protocollo che permetta di svolgere tutte le attività in piena sicurezza e di seguire nel modo più certosino possibile le disposizioni contenute nel DPCM. È chiaro che per quanto riguarda lo sport la canoa e il canottaggio non sono sport individuali, l’equipaggio è fondamentale; tuttavia sappiamo che sono permessi solo gli sport individuali, quindi abbiamo cercato di mettere a punto dei sistemi che ci permettano di svolgere questo tipo di esercizio nel pieno rispetto delle regole. Non è stato facile.

Sfrutteremo gli spazi aperti; sono stati ideati dei percorsi per l’accesso e l’uscita. Abbiamo previsto che in contemporanea in acqua ci siano non più di otto persone, gli spazi del Tevere sono abbondanti quindi non dovremmo riscontrare problemi. Abbiamo messo a punto turnazioni da un quarto d’ora. Anche per quanto riguarda l’agonismo abbiamo previsto delle turnazioni: due ore al pomeriggio il circolo sarà esclusivamente dedicato a loro; questo perché atleti e soci non si incontrino. Con i nostri medici abbiamo fatto degli studi e abbiamo adottato delle misure anche più rigide di quanto dovrebbero essere, anche riferendoci alla palestra. Il protocollo non è ancora stato pubblicato, ma è quasi totalmente definito. Faremo controlli continui, anche con la misurazione della febbre per tutti”.

Ph: Alessandro Cidda

 

Pronti alla riapertura quindi: teme che in qualche modo qualcosa possa non andare per il verso giusto?

“Sarà bello ritornare, ma sarà anche molto faticoso: avremo bisogno della collaborazione di tutti. Rimettersi in moto non è facile per nessuno dopo questo periodo di chiusura coatta. Sarà complesso far rispettare tutte le norme e i protocolli che abbiamo studiato durante questo periodo. Abbiamo fatto percorsi di accesso e di uscita, ma abbiamo bisogno di pazienza e collaborazione. Abbiamo discusso molto sulla questione spogliatoi: non è chiarissimo come si debba gestirla, ma il nostro impegno è stato quello di approntare un protocollo che tenesse conto anche dei gap nella normativa.

Perciò abbiamo bisogno di pazienza e autodisciplina. Siamo in attesa di direttive più precise; sa questo è un circolo, una struttura complessa rispetto a un ristorante. È molto più particolare e articolata. Una parte del circolo ha degli ambienti comuni, ad esempio. Abbiamo fatto un lavoro improbo tra contatti con gli enti, gli altri circoli e con il consiglio direttivo, che gestisce questa problematica. Cerchiamo di essere pronti per lunedì, così come gli altri circoli storici”.

 

E con i soci? Qual è stato l’approccio del circolo?

“La comunicazione con i soci è rimasta invariata, anzi nelle ultime due settimane è cresciuta. Abbiamo delle chat Whatsapp, ma stiamo facendo anche delle comunicazioni ufficiali. Dall’inizio abbiamo risposto ai singoli messaggini tenendo costantemente tutti aggiornati, abbiamo pubblicato l’esito dei vai consigli direttivi e negli ultimi dieci giorni, sulla scia delle notizie che ipotizzavano la riapertura, abbiamo preferito pubblicare online diverse comunicazioni perché i soci avessero un orientamento specifico, data l’instabilità di alcune informazioni circolate”.

Ph: Alessandro Cidda

Leopoldo Aperio Bella: «Sport e cultura prevalgono sulla mondanità»

 

Il circolo rappresenta anche un punto di aggregazione culturale; immagino che abbiate prestato moltissima attenzione anche a questo aspetto.

“Quella culturale è una forma che ci manca molto. Per noi lo sport è cultura. Poi avevamo prima, e ci mancheranno per un po’, convegni e incontri proprio inerenti alla cultura e alla storia della città. Ne abbiamo fatto di interessantissimi proprio sul Tevere, con un nostro socio, consigliere e professore, esperto in materia e di archeologia romana. Questo ci mancherà; dobbiamo attendere perché questo tipo di riunioni si svolgono anche con il supporto visivo di slide e immagini evocative. Abbiamo messo in piedi anche eventi musicali, come ad esempio uno splendido omaggio ai Beatles. Ci tengo però a trasmettere un messaggio: il nostro è un circolo in cui lo sport e la cultura prevalgono sulla mondanità“.

 

Foto di Alessandro Cidda

 

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