Coronavirus

Coronavirus fase 2, i matrimoni si fanno in casa: il nuovo trend dei wedding planner

Le disposizioni del Governo in materia di festeggiamenti consentono di fare ricevimenti in casa propria. Questo vale per i matrimoni. E gli italiani, almeno a questa restrizione, non sembrano adeguarsi malvolentieri. Un fenomeno che nelle ultime settimane sta crescendo, quelli dei “matrimoni in casa”. Sempre di più. Al punto da trasformarsi in un vero e proprio trend per il settore.

Un modo nuovo per riscoprire il calore e l’intimità abbandonando il divertimento sfrenato e lo sfarzo di grandi feste il più delle volte costose e fini a se stesse. Per questo molti wedding planner, tra cui Michelle Carpente, riporta kisskiss.it, si stanno facendo promotori del “Matrimonio a casa“.

Una soluzione più economica, sostenibile e sicura per dare il giusto risalto alla giornata delle nozze. Allestimenti consegnati con corriere, videochiamate per la conoscenza degli spazi e costi decisamente più contenuti. Chissà se tra i lasciti della pandemia non ci sarà anche una diversa sensibilità rispetto a questo tema. Si trasformeranno i matrimoni? E soprattutto: si rilanceranno, visto che non vanno più troppo di moda? Lo sapremo presto.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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