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Barba e mascherina, accostamento difficile: le regole per il look migliore

La barba o no? In tempi di coronavirus tutt’altro che sconfitto il problema si pone per molti uomini. Specie i più giovani, così affezionati alla moda della peluria sul viso, ritornata in auge in grande stile.

Foltissima? No…

Se si scelgono le mascherine FFP2/FFP3 meglio evitare la peluria foltissima alla “Giuseppe Verdi” o alla “Garibaldi”, sottolinea online l’Ansa. Lo stile hipster, i pizzi folti e lunghi oltre il mento, i baffi alla messicana e i basettoni: anche queste tutte categorie di barba che sarebbe meglio evitare. Certo, non è facile dirlo dopo che sono diventate di gran moda. La raccomandazione però è di evitare questo genere di look.

Meglio pizzi e baffetti

Promossi i pizzi circoscritti intorno alle labbra e i baffetti sottili, alla Zorro e a spazzolino. Lo certifica una ricerca del Centers for Disease Control and prevention (CdC) americano, citata dal virologo Fabrizio Pregliasco, interpellato sul tema da Gillette. “La barba – dice – è ben noto che può essere veicolo di batteri, anche dei droplet veicoli del Covid-19. Determinante quindi l’igiene sistematica e la cura. Importante considerare però che anche una rasatura non eseguita a regola d’arte può determinare microlesioni che possono facilitare il contagio. È molto importante, dunque, disinfettare eventuali irritazioni o ferite da rasatura”.

Peluria dentro la mascherina

I baffi, dal canto loro, “rappresentano una questione igienica sicuramente inferiore a quello della barba, soprattutto se folta. Anch’essi sono però luogo privilegiato per un accumulo di carica batterica e virale”. L’essenziale – ricorda il docente di Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi- è che la peluria non fuoriesca “dal bordo della maschera per non impedire l’adesione delle mascherine alla cute e ridurre la protezione conferita da questi dispositivi”.

Barba lunga? È bene accorciarla

Per i cittadini che indossano le mascherine chirurgiche “la peluria non costituisce alcun impedimento, a patto che la barba – avvisa – non sia troppo folta o lunga altrimenti lo schermo non è più sufficiente. In questo caso è bene accorciarla. Con le mascherine perciò è possibile dare un via libera alla cura della barba, che sia di media lunghezza, e ai baffetti e ai pizzi ben delineati e rasati”.

Le donne preferiscono gli uomini senza barba

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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