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“Il coronavirus come la Spagnola, tornerà più violento”: l’allarme dell’Oms

Preoccupano in Italia i nuovi focolai di coronavirus a Bologna e a Mondragone (Caserta) esplosi a poche settimane dalla fine del lockdown nel nostro Paese. Tuttavia, secondo Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità “è tutto ampiamente atteso”.

L’intervento di Guerra

Nel corso della trasmissione televisiva Agorà, su Rai Tre, stamani 26 giugno, Guerra ha dichiarato: “Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti. Quindi il sistema messo in atto tiene. È inevitabile ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa”.

Il paragone con la Spagnola

La pandemia del coronavirus, ha però sottolineato l’alto dirigente dell’Oms, “si sta comportando come avevamo ipotizzato”. E “il paragone è con la Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre”.

La tragedia di cento anni fa

Purtroppo la pandemia di febbre cosiddetta “spagnola” verificatasi in tutto il mondo cent’anni fa, nel 1918, fece 50 milioni di morti. Proprio “durante la seconda ondata” ha ricordato Guerra. Ciò per dire che l’emergenza non è finita. “Sparendo il virus dalla clinica – ha detto ancora il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità – sembra tutto sia finito, ma non è così”.

“Andamento prevedibile”

Rispetto poi alla nuova categoria dei “debolmente positivi”, ha precisato Guerra, “non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare.” “Guardo i fatti, e i fatti dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l’andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile. C’è una discesa che coincide con l’estate”.

“Il virus ritornerà”

“È vero – ha concluso Guerra – che le terapie intensive si sono svuotate, ma si sono svuotate come previsto che accadesse e non vogliamo si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà”.

La pandemia di coronavirus potrebbe tornare più forte da dopo l’estate 2020

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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