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Monica Coppola, i trend dell’estate 2020: «Chin bob, frangia e il mio taglio shaggy» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Quando si pronuncia il nome Aldo Coppola si parla di un’eccellenza del settore del Made in Italy. Una figura straordinaria che è stata in grado di stravolgere il mondo dell’hair styling, giungendo a fondare un sistema di franchising che attualmente conta oltre 50 affiliati in Italia. A questo mondo si affianca anche quello della formazione, grazie alla scuola-accademia. Un universo fatto di “bellezza”, come ci spiega la figlia, Monica Coppola, erede dell’azienda del padre, di cui è attualmente direttore artistico.

Il suo lavoro all’interno dell’attività del padre è iniziato per caso. Aveva circa 15 anni quando mise piede per la prima volta nel salone mettendosi alla prova. “Era un’estate in cui mi annoiavo – ci racconta – e dissi a mio padre se potevo andare con lui. Doveva essere un’esperienza breve, ma non è stato così. Lui mi raccontò anni dopo che, fin da subito, i suoi collaboratori gli dissero che avevo le sue mani. Ai miei tempi era naturale che l’eredità andasse al maschio, ed era impensabile che io da donna potessi portare avanti il lavoro di mio padre”.

Così ha preso il via la sua lunga carriera, che l’ha portata a viaggiare per il mondo, collaborando con riviste, case di moda e personaggi dello spettacolo. Anche se il suo cuore, come ci confessa, è legato alle clienti di sempre. Con noi di VelvetMag si è aperta in un’intervista esclusiva, che parla di passione, di duro lavoro e grandi soddisfazioni.

Aldo Coppola è un’istituzione nel mondo dell’hair style e lei si trova a lavorare con l’eredità di un grande artista, purtroppo scomparso, che ha dato una veste nuova al lavoro del parrucchiere. In che modo ne segue le orme e in che misura aggiunge il suo tocco di originalità?

In azienda abbiamo tutti un grande rispetto per mio padre e il suo lavoro. Quando era piccolo si trovava in un collegio di suore e già allora “maneggiava” e intrecciava in laboratorio con la carta e altri materiali. Diceva sempre che avrebbe voluto cambiare il mestiere del parrucchiere, e nessuno lo prendeva sul serio. Ha trovato una grinta che lo ha portato a riuscirci. Il suo obiettivo era proprio quello di dimostrare che con lo studio, la ricerca, e il talento tutto si può trasformare ad altissimi livelli. Così, ovunque andava, portava genialità, bellezza e qualità, e perciò la stima nei suoi confronti è immensa da parte di tutti.

La mia fortuna è che sono un po’ matta come mio padre. Come diceva Einstein solo le persone folli che sognano di cambiare il mondo, poi lo cambiano davvero, perché se non sei così non ce la fai ad affrontare la società e la superficialità. Io ho avuto la fortuna di nascere così, ed è un bene perché altrimenti non avrei mai fatto il mio lavoro. È la mia vita ma è anche un’eredità molto pesante proprio perché io e mio padre eravamo molto simili, eppure io sono una donna, e questo rende tutto più difficile.

Femminilità sembra una delle parole chiave del suo lavoro…

Per lavoro e per passione ho studiato molto il femminile, e penso che la conoscenza ti dia la giusta chiave per interpretare il mondo. Lavorando con le donne, poi, ho sentito la necessità di approfondire e mi dispiace vedere che spesso ci sia molta competitività. È un vero peccato, le donne hanno una tale energia creatrice che se si unissero potrebbero cambiare il mondo.

Spesso con mio padre discutevamo molto di questo, del fatto che lui lavorasse con le donne, ma che non le capisse “abbastanza”. Quando, ad esempio, passava delle clienti ad altri io gli dicevo sempre: “Le donne che si rivolgono all’Aldone (così lo chiamavo) hanno bisogno di riscoprire la femminilità attraverso gli occhi di un uomo”. Ho sempre pensato che i complimenti, a livello inconscio, siano apprezzati di più se vengono da parte di un uomo. Quando li fa una donna rimane sempre un dubbio su quali siano le vere intenzioni.

Osservando la storia del brand si nota come uno dei punti di forza sia il fatto che i capelli diventano un’opera d’arte se curati nel modo giusto. Qual è il vero segreto del successo?

Il segreto è che non pensiamo ai capelli, ma alla donna. È un lavoro più sottile, che va al di là dei capelli. Chi viene da noi sa che sotto c’è una ricerca che riguarda la forma del viso, delle spalle, le proporzioni del corpo, ecc… È importante, perciò, lo studio della fisionomia ma anche della salute del capello. Un capello sano e curato è già di per sé bello.

Il mio metodo, che era anche quello di mio padre, consiste nel cercare di capire il femminile che c’è dietro. Così piano piano guadagni la fiducia e porti la donna a riconoscersi. Abbellire una donna è proprio questo, creare una cornice che racconti quella donna in modo unico. Generalmente non amo quelle clienti insicure che vogliono la “testa” di qualcun altro: ognuna ha una parte bella da tirare fuori, e se ci riesci hai vinto! Per questo io e mio padre non abbiamo mai privilegiato i clienti famosi, ma abbiamo sempre considerato ogni donna come un progetto di bellezza. Per questo, ad esempio, abbiamo sempre fatto sconti per poliziotte e insegnanti, che svolgono un ruolo importantissimo nella società, sebbene siano pagate poco. Le clienti lo hanno sempre amato per questo, perché si sentivano tutte amate allo stesso modo, e vedevano che veniva dedicata loro la stessa cura e attenzione. Noi cerchiamo di mantenere la stessa anima.

Spostiamo l’attenzione sulle tendenze dell’estate 2020. Quali sono i tagli e i colori del momento?

Noi andiamo avanti con la ricerca e spero di arrivare un giorno a poter usare solo prodotti naturali. Sono comunque orgogliosa di aver portato avanti il suo concetto di taglio come geometria, anche se ogni sei mesi cerchiamo di portare innovazione. Sembra una magia, lo percepisci nell’aria, approfondisci e realizzi qualcosa di nuovo e creativo e poi si diffonde: è già li ma devi essere bravo a coglierlo prima degli altri.

Per quest’anno andrà ancora molto il caschetto con lunghezza al mento, un po’ anni Venti-Trenta, anche detto chin bob. Si vedrà molto anche la frangia, più corta al centro e più lunga sui lati, folta e un po’ spettinata alla Dakota Johnson. Ma anche più piena per chi ha il capello riccio, che negli ultimi anni è stato rivalutato e curato.

Personalmente ho lavorato alla creazione di un taglio chiamato shaggy, più scalato nella parte superiore e nella parte inferiore più pieno: è molto versatile e si adatta a essere tenuto sciolto o raccolto. È un taglio con una doppia anima, un po’ rock e da guerriera e un po’ pacata e glam, un po’ come tutte le donne.

A chi stanno bene e chi, al contrario, non può permetterseli?

Sono tendenze adatte a tutte, sempre se vengono adattate sulla persona. Stanno bene su ogni donna se si fa uno studio che tiene conto del viso, della corporatura e della donna. Non deve essere un taglio identico per tutte, ma va personalizzato. Le tendenze di quest’anno mettono insieme due mondi, quello morbido del chin bob e quello leggero, scalato e grintoso dello shaggy. Questo ti permette di personalizzare la tendenza in base alla femminilità che si ci trova di fronte.

L’azienda Coppola non si è fermata durante il lockdown andando avanti con webinar e altre iniziative. Come avete speso questo tempo?

Il personale non si è fermato, nonostante i negozi siano rimasti chiusi. Abbiamo preferito lavorare sulla ricerca e ci siamo concentrati molto sul ripasso della filosofia, del prodotto e della creatività. Per i più giovani del team è stata una bellissima esperienza e adesso siamo pronti a ricominciare più carichi di prima!

Quale futuro prospettate per il vostro settore passato questo periodo?

Prospettiamo un futuro pieno di creatività. Io sono una grande sognatrice e pensavo che dopo due mesi di lockdown la gente aprisse gli occhi sulle problematiche reali, che venissero organizzate delle tavole rotonde dove ciascuno potesse suggerire le proprie idee. Speravo, insomma, che si risvegliassero le coscienze di tanti: sono convinta che gli italiani siano i migliori artigiani del mondo e spero che si punti su questa grandezza. Dopo la situazione che abbiamo vissuto non possiamo chiudere gli occhi. Bisogna affrontare le problematiche che sono emerse, e possiamo farcela solo insieme ed uniti. L’arma più potente in mano agli uomini è la creatività, con quella possiamo fare qualsiasi cosa. Se ne avessi la possibilità aprirei un’università dell’artigianato, in cui far confluire la genialità del nostro Paese.

Definite i vostri saloni come “ambienti di design in cui stile e bellezza vengono personalizzati su ogni donna” e tutti sanno che da voi passano “teste” famose e non solo. Quali sono gli stili di cui andate più fieri?

Mi fa particolarmente piacere quando vengono nel nostro salone professionisti del mondo dell’arte e della cultura dall’Estero e ci fanno dei complimenti. Sono opinioni che ti scaldano il cuore, perché si tratta del “bello”. Ed è proprio vero che la bellezza salverà il mondo, e bisogna investirci. Se pensi che può coglierti in qualsiasi momento e dare una svolta alla giornata, come nel caso di un tramonto o un panorama che ti spiazza e dona allegria, per pochi secondi, anche nel giorno più buio, capisci che è una forza che ti sostiene. In giro vedo ancora molte tecniche inventate da me o da mio padre e questo mi fa piacere: se gli altri copiano vuol dire che funziona!

Il connubio di bellezza e ricerca ha fatto sì che in alcuni casi il capello diventi il tratto distintivo dell’artista. Si pensi al caschetto di Raffaella Carrà o al taglio inimitabile di Federica Panicucci. Cosa ha permesso a questi look di diventare iconici?

In questi casi vuol dire che la ricerca ha funzionato, e che si è riuscito a tirare fuori il tratto distintivo della personalità. Potremmo dire che quel taglio gli calzi a pennello! È proprio questo il concetto di bellezza di cui parlo io: la capacità di tirar fuori l’anima e la femminilità. È come quando si indossa un abito e sembra cucito per te: in quel momento è la tua femminilità che lo porta e rende tutto unico.

Lo stile Aldo Coppola è inimitabile, ma c’è qualche consiglio che chiunque può seguire a casa per sentirsi una diva come le vostre clienti?

Anche il capello cambia, invecchia e muta e ascoltare un professionista può fare la differenza. Il mio consiglio è quello di trovarne uno che rispetti e ami il loro capello, e che lo renda unico. Il segreto è quello di affidarsi nelle mani giuste e di essere più responsabili anche nella cura quotidiana, scegliendo ad esempio con attenzione i prodotti per capelli e le componenti che si trovano al loro interno. È una forma di rispetto verso se stesse e verso chi svolge questo mestiere con professionalità.

Moltissimi vip passano dai vostri saloni. Come riuscite a rendere ognuno di loro “unico” ma allo stesso tempo in linea coi trend del momento?

Il segreto è il rispetto delle donne, che riguarda la loro immagine e il ruolo che rivestono. Non bisogna mai esagerare o forzare le tendenze, a meno che non sia richiesto. Quando una donna, anche vip, porta un taglio e questo piace, è perché con quel taglio è davvero “lei”, e allora significa che hai saputo fare la giusta ricerca sulla sua personalità. Per questo in genere le mie clienti si affidano totalmente a me. Ovviamente quando si lavora in ambito artistico il discorso è diverso. In quel caso puoi sperimentare e osare di più. Ma rendere una donna più bella è la vera soddisfazione: ha un valore inestimabile!

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