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Coronavirus

Coronavirus, allarme per decine di contagi nei salumifici del Mantovano

Paura per alcuni focolai di Covid che si sono manifestati negli ultimi giorni nel Mantovano. L’ultimo ha riguardato un salumificio di Viadana. Ma si riscontrano casi anche in un’attività dello stesso genere a Dosolo. Al momento sono cinque le attività in cui si è sviluppato il contagio. Si tratta di macelli e salumifici che contano un totale di 68 dipendenti positivi.

Tamponi e un ricovero

La più recente segnalazione dell’Ats Valpadana (la ex Asl di Mantova) arriva da un salumificio. Le squadre Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) sono intervenute per sottoporre a tampone 26 dipendenti. Uno di loro era stato ricoverato in ospedale con febbre alta.

Macello chiuso, sanificazione

L’esito dello screening ha consentito di scoprire 5 positivi, tra cui 3 dipendenti di una cooperativa che lavorano nel salumificio. L’Ats ha predisposto la chiusura del macello per la sanificazione. Salgono dunque a 68 i lavoratori (non tutti residenti nel Mantovano), perlopiù asintomatici o paucisintomatici, risultati contagiati nei 5 macelli tra Viadana e Dosolo. Due di essi sono ricoverati in ospedale, in condizioni che non sarebbero gravi.

Persone in isolamento

Un migliaio i tamponi eseguiti in totale in questi giorni sul personale e sui loro contratti stretti. Ci sono non poche persone poste in isolamento. I tecnici della Ats (Agenzia tutela salute) hanno controllato il rispetto dei protocolli di sicurezza e non risulterebbero violazioni. Il prefetto di Mantova Carolina Bellantoni, nell’ultima riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, ha chiesto alle forze dell’ordine di intensificare l’attività di vigilanza e di controllo sull’attuazione delle misure di isolamento. E ha invitato i sindaci ad attivare i presidi necessari per assistere le persone in quarantena.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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