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Coronavirus, bufera sull’Oms: Trump annuncia il ritiro degli Stati Uniti

Nelle stesse ore in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) specifica che la pandemia del coronavirus non è ancora al suo culmine nel mondo, gli Usa le voltano la faccia. Ora, infatti, è ufficiale: dal 6 luglio 2021 gli Stati Uniti si ritireranno dall’Oms.

Per volere del presidente Donald Trump, l’Amministrazione ha inviato una la lettera al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. La decisione entrerà in vigore il prossimo anno. Nel frattempo gli Stati Uniti dovranno onorare tutti gli impegni per l’anno in corso, compresi gli obblighi finanziari.

Non è dunque detto che l’uscita degli Usa dall’Oms si concretizzi davvero, alla fine. Il prossimo 3 novembre, infatti, si svolgeranno le elezioni presidenziali e Trump potrebbe essere sconfitto. “Gli Stati Uniti si uniranno di nuovo all’Oms nel primo giorno della mia presidenza”, ha detto il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden.

L’antagonista del tycoon di New York ha condannato la decisione della Casa Bianca. Dal canto suo “The Donald” ha contestato (e non è la prima volta) il celebre virologo italoamericano Anthony Fauci che ha suonato l’ennesimo allarme per il dilagare spaventoso del Covid-19 negli Stati Uniti, con decine di migliaia di nuovi contagi ogni giorno.

“Nel nostro Paese siamo in un buon posto, non sono d’accordo con lui“, ha detto Trump. “Il dottor Fauci aveva detto non indossate le mascherine e ora dice di indossarle, e aveva detto di non chiudere alla Cina mentre io l’ho fatto ugualmente. Non ho ascoltato i miei esperti e ho vietato l’ingresso alla Cina. Se non l’avessi fatto – ha aggiunto il presidente americano – oggi staremmo peggio. E invece abbiamo fatto un buon lavoro”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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