mercoledì, Agosto 12, 2020

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Antonio Grimaldi: “Il mito di Elettra rivive nei miei abiti con Asia Argento e Anna-Lou” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Lavorazioni artigianali e innovative in grado di esaltare mirabilmente la bellezza femminile. Antonio Grimaldi, stilista internazionale, dal 2017 è presenza fissa dell’Haute Couture parigina. Lo stile unico del celebre Maestro di alta moda è apprezzato persino dalle esponenti delle famiglie reali del Medio Oriente. Abiti sontuosi che solcano i red carpet più famosi al mondo e anche il Festival di Sanremo. Il percorso da enfant prodige di Grimaldi parte anni fa da Salerno per poi completarsi nella capitale, dove a Largo di Torre Argentina ha sede il suo atelier. La consacrazione internazionale arriva nel 1996 quando il couturier, grazie ad Emanuel Ungaro, viene introdotto alla semaine della Haute Couture Parisienne.

Da lì in poi l’ascesa di Antonio Grimaldi è inarrestabile. Proprio la scorsa settimana, durante la kermesse della Parigi Fashion Week svoltasi via digital, a causa delle restrizioni del Covid-19, il designer ha presentato la sua ultima collezione Autunno/Inverno 2020/2021. Gli abiti si ispirano al mito di Elettra interpretato attraverso un corto di moda “Ælektra”scritto e diretto da Asia Argento, che vede la partecipazione anche di sua figlia Anna- Lou Castoldi, avuta dall’ex compagno Morgan. Ispirato alla trilogia teatrale di Eugene O’Neill, il film racconta la rappresentazione del bene e del male, del bianco e nel nero, gli opposti che si amano e si respingono per poi riunirsi.

Velvet Mag incontra Antonio Grimaldi per un’intervista esclusiva

La pandemia ha modificato le modalità di presentazione moda. Non è stata immune da ciò nemmeno la Parigi Fashion Week. Non poter sfilare e presentare online le collezioni quanto ha inciso per voi designers?

Per tutti noi è stato davvero un duro colpo. Durante la pandemia pensavo di tornare a lavoro in atelier al più presto, purtroppo ad un certo momento mi sono reso conto che non era possibile. La collezione però era quasi pronta, sono andato avanti in modalità smart working, completando le modellazioni. Roma è la mia fonte d’ispirazione, il mio cuore appartiene alla capitale.

La scelta di sfilare a Parigi, anziché in Italia, che benefici ha comportato per la maison Antonio Grimaldi?

Esibirsi nel tempio dell’haute couture vuol dire essere notati dalla stampa internazionale, dalle celebrities. Si apre un mondo totalmente differente rispetto alla piazza italiana. Ciò è molto importante per un nuovo brand come il nostro che ha ancora molto da dire.

La collaborazione artistica con Asia Argento

Come è stato collaborare con Asia Argento?

Io ed Asia abbiamo un legame di profonda amicizia. Lei ha sfilato per me la prima volta a gennaio 2019 nella collezione ispirata al labirinto e al mito classico di Arianna, durante la settimana dell’alta moda francese. Proprio in quell’occasione con Asia mi ero promesso di fare un corto insieme, la scelta è poi ricaduta sul mito di Elettra.

Continua Asia Argento, che descrive la collaborazione con Antonio Grimaldi:

“Quando Antonio mi ha raccontato la collezione, ho subito immaginato di ricreare il mito di Elettra. I suoi abiti scultorei, di grande impatto visivo, mi hanno ispirato un ritorno alla cultura classica e alla esaltazione della bellezza più assoluta. Anche stavolta, dopo la sfilata di Parigi del 2019, ne è nata una collaborazione empatica e di profonda e vicendevole capacità creativa, data da una grande libertà espressiva, da abiti cinematici e da location romane altamente ispiranti. Un’occasione unica che mi ha consentito di scavare nel mio rapporto con Anna-Lou, con un effetto altamente catartico.”

Maestro Grimaldi, perché ha scelto proprio il mito di Elettra come narrazione della couture?

La mitologia classica è una tematica ricorrente nelle mie collezioni. L’idea che ha mosso la scelta deriva dal fatto di voler risorgere, di rinascere dopo la paura, anche se con difficoltà. Quindi c’è stata l’idea di coinvolgere anche Anna-Lou, la figlia diciannovenne di Asia nel rapporto di amore e odio con la propria mamma. Abbiamo messo in scena la simbiosi tra le due figure madre/figlia e proprio come nel mito la bambina cresce pensando di essere come la madre. Si chiede: ce la farò ad essere come lei? È un voler raccontare gli abiti attraverso una storia, una tematica forte.

Ci sveli un aneddoto di questa singolare collaborazione artistica?

Mi ha molto colpito la trasformazione di Anna-Lou. È arrivata in atelier nelle vesti di adolescente con i piercing e le sneaker, non sapeva stare sui tacchi. In scena è stata a dir poco camaleontica: il portamento, la posa perfetta. È stata una grande rivelazione, un vero e proprio debutto nell’alta moda. Con Asia non avevo dubbi invece, è da sempre una grande trasformista.

Le creazioni Antonio Grimaldi sottolineano l’importanza della ricerca del capo unico. Armani recentemente ha dichiarato che il lusso ha bisogno di tempo per essere apprezzato. Lei cosa ritiene al riguardo?

Sono assolutamente d’accordo. La moda è un treno che corre troppo velocemente e si dimentica di fare fermate. Le collezioni cruise, flash, ecc., generano un modo aggressivo di comprare. L’alta moda è qualcosa di molto profondo, ha un’anima, ha dei tempi lunghi per essere apprezzata. Bisogna “sentire” il vestito, la persona che l’ha cucito, l’amore della creazione.

La sua nuova collezione è composta da 22 abiti di cui 3 creazioni da bambina. Come mai questa scelta?

Volevo avere anche una “mini Elettra”, che cresce e subisce il fascino dell’abito da adulta. È una cosa che piace molto alle clienti. In atelier vestiamo le bimbe come le mamme. Anzi, molto spesso sono le figlie che decidono il colore e l’abito che vogliono e le madri le seguono nella scelta del proprio realizzano le creazioni in pendant.

Appaiono molti abiti a contrasto nei toni del bianco e del nero e creazioni di colore rosa.

La scelta del nero è influenzata da Asia, che indossa due total black look in chiffon e organza, piume laserate e abiti bustier. C’è il richiamo anche alla pelle, sono abiti un po’ dark, un po’ couture. Con il chiaro ci alleggeriamo. Anna-Lou indossa abiti identici a sua madre in versione bianco angelico, a sottolineare la rivalità e affinità tra loro. C’è una sorta di dualismo con il nero, ma anche creazioni che abbracciano le sfumature del rosa cipria fino al magenta forte. Ci sono abiti scultura particolarissimi, così come i ricami di quelli in metallo, che valorizzano sapientemente la silhouette.

Riguardo i tessuti invece?

Troviamo il crepe cady, la duchesse alternata al gazar, i taffetà e l’organza negli abiti del gran finale. Ma anche la pelle dei corpetti.

A completamento delle mise Antonio Grimaldi ci sono i gioielli di Marco De Luca.

Sono delle creazioni realizzate appositamente per noi. Bracciali e anelli che raffigurano draghi meravigliosi con pietre preziose che si inseriscono mirabilmente nel contesto del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, set del video.

Veste da anni principesse ed esponenti delle famiglie reali del Medio Oriente. Quali sono le esigenze di questo particolare target di clientela rispetto a quella europea?

Il gusto delle donne mediorientali nel corso degli anni è mutato, perché si sono molto occidentalizzate. Sono attentissime ai red carpet. Le giovani sono attratte dal mio stile. L’approccio con queste clienti paradossalmente è semplice, con loro sembra di vivere in una fiaba, hanno mille occasioni di poter indossare delle creazioni così importanti.

A proposito di avvenimenti particolari, tra le mise più eleganti di questa edizione del Festival di Sanremo c’erano le sue creazioni interpretate dalla giornalista del TG 1 Emma D’Aquino. Che esperienza è stata l’Ariston?

Emma è una mia cara amica, ha indossato diverse proposte tra cui un abito da sera su misura con scollatura all’americana di color argento. È stata un’emozione fortissima vivere la kermesse. Nel 2017 invece avevo vestito Fiorella.

Come trascorrerà la pausa estiva?

Saranno vacanze prettamente italiane, andrò a Stromboli, nelle Eolie e in Puglia.

Al rientro a Roma cosa l’aspetta?

Vorrei presentare il fashion film “Ælektra” al Festival del Corto, poiché fin ora è stato recepito positivamente dalla critica. A gennaio tornerò a Parigi a sfilare live. Non vedo l’ora!

ph. credits Antonio Grimaldi: Luigi Urbani 

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