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Juventus campione d’Italia: Sarri festeggia, ma il suo futuro è in bianconero?

La Juventus è campione d’Italia per la stagione 2019-2020. I bianconeri hanno vinto domenica 26 luglio il 9° scudetto consecutivo con due giornate di anticipo sulla fine del campionato. Hanno battuto per 2-0 sulla Sampdoria, con reti di Cristiano Ronaldo e Bernardeschi.

Quello della Juventus è il 36° scudetto della sua storia. Negli spogliatoi dell’Allianz Stadium è subito partita la festa. Tra i più scatenati c’è Maurizio Sarri (foto in alto da Twitter / @Marco562017): il tecnico è stato prima imbrattato con lo spray da barba da Cuadrado, poi ha stappato e bevuto lo spumante. È il suo primo titolo da allenatore in Italia, così come è il suo trofeo sulla panchina della Juventus dopo le sconfitte in finale di Supercoppa Italiana e di coppa Italia, rispettivamente contro Lazio e Napoli.

La domande che aleggia da tempo resta però inevasa: Sarri continuerà a guidare la Juve e dovrà lasciare la panchina più ambita d’Italia? Secondo quanto rimbalza dalla stampa inglese, il destino di Sarri è in bilico. Nel senso che il club potrebbe non confermalo. Il presidente Agnelli vorrebbe Zinedine Zidane, secondo alcuni osservatori. Tuttavia sarebbe Mauricio Pochettino, sempre stando alla stampa d’Oltremanica, l’uomo a cui la Juventus guarda più volentieri in questo momento.

A riportare la notizia è il Daily Mail, secondo cui il tecnico argentino, ma di origini piemontesi, avrebbe già dato piena apertura all’arrivo in Serie A. Lo scorso anno gli impegni professionali di Mauricio Pochettino al Tottenham, che nel 2019 ha raggiunto la finale di Champions perdendola contro il Liverpool, oltre alla volontà di Agnelli di puntare su Sarri, fecero sfumare la possibilità. Adesso però i tempi potrebbero essere maturi.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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