venerdì, Agosto 7, 2020

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Maria Grazia Cucinotta: “I miei 52 anni: oggi libera da ogni catena” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Una donna che non ha bisogno di presentazioni. L’icona di bellezza e di sensualità italiana che tutto il mondo ci invidia. Maria Grazia Cucinotta, l’eterna ragazza di Messina, protagonista assoluta della favola della sua vita. Bellezza mediterranea, fisico longilineo, occhi intensi, seno prorompente, oggetto di desiderio maschile e di ammirazione femminile. Maria Grazia, però, non è solo questo. E’ una donna intelligente, misurata, altruista, generosa. Una donna al cui primo posto nella vita ci sono gli affetti a lei più cari: in primis suo marito e sua figlia.

Il successo non l’ha minimamente scalfita, come la consacrazione internazionale con Massimo Troisi ne “Il postino”, la partecipazione come Bond Girl per “Il mondo non basta e il film “Ho fatto a pezzi mia moglie” di Woody Allen. L’attrice italiana ricorda con affetto i momenti memorabili della sua carriera. Oggi al di sopra di ogni cosa viene l’ impegno umanitario, la sua popolarità è al servizio del sociale grazie all’ Associazione che presiede, “Vite senza paura”, e al fatto di essere testimonial della Susan G. Komen Italia per la prevenzione ai tumori. L’attrice e produttrice cinematografica ci svela anche la scelta dei look, i segreti di bellezza e i 25 anni di solida unione, che festeggerà tra poco, ma ripercorre anche un passaggio doloroso della vita: la mancata nascita del secondo figlio.

Su Velvet Mag Maria Grazia Cucinotta si racconta a cuore aperto in un’intervista esclusiva.

Si è conclusa ieri la manifestazione Marefestival di Salina, un’edizione 2020 dedicata alla promozione della salute. Da ben nove anni è la madrina del prestigioso evento. Alla luce della dolorosa esperienza del Covid-19, quanto è importante oggi sottolineare questa tematica?

Direi fondamentale. Fin dalle prime battute dell’emergenza ci siamo ritrovati impreparati di fronte al coronavirus. La chiusura di molti ospedali, le difficoltà degli operatori nel poter svolgere il proprio operato, sono solo alcuni degli aspetti più delicati della questione. Si è creato davvero un caos, c’è molto da lavorare in Italia sulla sanità pubblica.

Per la kermesse è tornata in Sicilia, la sua regione d’origine. Per lavoro ha girato il mondo, ma quando finalmente torna a casa cosa prova?

Ero rientrata già, dopo il lockdown, per il compleanno di mia madre. Riuscire a riabbracciare le persone che ami è una sensazione indescrivibile. La pandemia ci ha resi estremamente vulnerabili e fragili, abbiamo combattuto per la vita. Ancora oggi, quando rivedo i luoghi della mia infanzia, mi emoziono.

Proprio a Salina girò il film “Il Postino” a cui lei deve il successo internazionale. Ricorda il momento in cui la scelsero? Si sarebbe immaginata un consenso così enorme?

Assolutamente no. Il successo è qualcosa che si può conquistare in un minuto e si può perdere con un attimo. E’ il mio fedele pubblico che mi vuole bene e mi sostiene, a cui devo tutto.

Qual è il ricordo di Massimo Troisi più importante che conserva?

Era un uomo sempre sorridente, non si lamentava mai, nemmeno quando stava male. A soli 23 anni poter lavorare con lui fu l’esperienza più bella della mia vita. Troisi è un mostro sacro del cinema italiano, è indimenticabile.

Ha recitato come Bond Girl ed ha lavorato tanti anni a Los Angeles. Cosa conserva dell’esperienza americana?

Il fatto di poter lavorare in un gruppo affiatato, la meritocrazia che in Italia non c’è. Mi manca molto l’America per questi aspetti.

Cosa si prova ad essere considerata una delle donne più belle al mondo?

La bellezza è qualcosa che passa. Poi restano i sorrisi, il carisma, la personalità ed è di questi aspetti che la gente si ricorda di te nel tempo.

La sua avvenenza è mai stata un problema?

Per tante persone si, per chi non va al di là dell’apparenza, ma è gente che non fa parte dei miei amici. Chi mi conosce sa bene che ho un cervello. Essere appariscente mi ha ostacolato nella scelta di alcuni ruoli. In Italia la “bella” non si trasforma mai, per esigenze di scena, in “brutta”.

Sarebbe disposta a ingrassare per copione?

Perché no? Anzi, mi divertirebbe farlo!

E’ vero però che a 18 anni voleva operarsi per diminuire il seno?

Di cavolate ne ho fatte tante… All’epoca lavoravo come modella, pur di raggiungere il mio sogno e poter sfilare ero disposta a stravolgere la mia fisicità. Telefonai a mia madre per comunicarlo, inutile dire cosa mi rispose. Il suo consiglio fu illuminante.

Direi di sì…L’universo maschile ringrazia! A proposito di interventi, recentemente è stata accusata, soprattutto dal pubblico femminile, di essere ricorsa sul volto alla chirurgia estetica.

Inizialmente sono rimasta male di queste accuse, non sono mai ricorsa alla chirurgia. Dopo però l’ho presa come un complimento, significa che mi mantengo bene! Purtroppo sono sempre le donne le peggiori nemiche delle altre donne.

L’impegno sociale di Maria Grazia Cucinotta

E’ testimonial della Susan G. Komen Italia per diffondere l’importanza della prevenzione al tumore al seno. Quanto è importante questo aspetto?

La prevenzione salva davvero la vita. Noi donne rimandiamo le visite di controllo a causa degli impegni familiari e personali, ma anche per paura di scoprire qualcosa. E’ molto peggio saltare i controlli e dover curare in ritardo una malattia, anziché nella fase iniziale. La prevenzione ha consentito a mia madre di guarire da un tumore al seno. Un’ora all’anno concediamola a noi stesse! Faccio parte di questa organizzazione da vent’anni.

Oltre a ciò, lei è Presidente dell’Associazione “Vite senza Paura”. Di cosa vi occupate nello specifico?

Della violenza a 360 gradi perpetuata nei confronti di donne, bambini, uomini. Durante la pandemia c’erano donne rinchiuse tutto il giorno in casa vittime di violenze. Non potevano uscire, andare in ospedale. Un vero dramma. Abbiamo cercato di supportarle.

Oggi, 27 luglio, è il suo compleanno. Fa mai dei bilanci della sua vita?

Ne faccio ogni giorno. Dove sono arrivata, cosa ho ottenuto. E sono proprio queste riflessioni che mi condizionano il giorno dopo nelle scelte. Sono molto critica verso me stessa, una perfezionista.

Il Re della Moda, Giorgio Armani, ha curato i suoi look per più di vent’anni, ad un certo punto però le vostre strade si sono divise, come mai?

Giorgio e sua nipote Roberta mi sono stati vicini in tutti i momenti fondamentali della mia vita. Armani ha firmato l’abito del mio matrimonio, mi ha vestita per gli Oscar, alle prime, ai vari Festival di Venezia. A lui devo parte del mio successo. Mi ha sostenuto, consigliato nelle scelte, soprattutto all’inizio della carriera, quando ero giovanissima ed ero sola. Ci siamo distaccati con affetto, senza nessuna incomprensione. Sono subentrate scelte differenti di look, ma ancora oggi ci sentiamo. Resta l’amicizia che è alla base di tutto. Giorgio non dimentica mai di farmi gli auguri per il mio compleanno, è sempre presente nella mia vita. La collaborazione professionale può finire, ma gli affetti veri rimangono per sempre.

Chi cura oggi i suoi look?

Mi affido a giovani stilisti. Prediligo il su misura, il pezzo unico costruito su di me. Come quelli realizzati da Miriam, la mia costumista, che crea delle mise uniche. Lei riesce ad interpretare al meglio i miei desideri, mi fido ciecamente.

Recentemente ha adottato una nuova immagine anche per i capelli, sbaglio?

Ci ha pensato Antonio Pruno, il mio fedele hair stylist. Dopo mesi di tournè teatrali avevo i capelli rovinati. Ora ho un taglio altezza spalla e dei leggeri punti luce sul ramato che illuminano più il volto.

Il debutto a teatro di Maria Grazia Cucinotta

Proprio per lo spettacolo “Figlie di Eva”, per la regia di Massimiliano Vado, si è trovata per la prima volta a recitare a teatro. Com’ è andata?

Non avevo mai lavorato in teatro a causa della timidezza, avevo paura del pubblico. Il palco era la mia fobia. Adoro Michela Andreozzi, pur di lavorare con lei ho detto di sì ad un’opera teatrale. A cinquant’anni ricominciare fa paura. Interpreto un ruolo da svampita, o meglio faccio finta di non capire nulla. A gennaio riprenderemo la tournè, contiamo di arrivare alle 200 repliche.

Pensa mai che il successo possa finire?

Lo vivo con semplicità. Non mi sono mai posta questo problema. Mi occupo del sociale e utilizzo così la mia popolarità per aiutare tante persone. Quando hai successo vuol dire che stai facendo bene ciò che fai, ma questo non deve condizionare la tua vita.

Festeggerà a breve un traguardo importante: 25 anni di matrimonio. Qual è il segreto di un’unione così lunga?

La pazienza e la volontà delle donne. Siamo noi che decidiamo se andare avanti in una relazione oppure no. Bisogna saper superare le difficoltà insieme, affrontare i problemi quotidiani. Il vissero per sempre felici e contenti non esiste. Un amore solido si costruisce giorno dopo giorno.

Ha dichiarato che aveva paura di sposarsi perché conosceva da poco suo marito. Cosa l’ha spinta poi al grande passo?

Non avevo nessuna intenzione di sposarmi, Giulio ha insistito molto. Non mi fidavo degli uomini, non volevo rimanere incastrata in una relazione. Il giorno dopo il matrimonio sono andata a Vienna a girare un film, poi a Los Angeles per mesi interi. Non ho mai avuto catene, se le ho scappo, la libertà non ha prezzo, il rispetto è la prima cosa in un rapporto. Non bisogna mai accettare nessuna forma di violenza da parte degli uomini.

Tra i suoi desideri non realizzati c’è quello del secondo figlio.

Ne ho sofferto tanto, è stata una sfida con me stessa per un periodo. Percepire che il proprio corpo non funziona è una sorta di fallimento. In quei momenti mi sono immedesimata nelle donne che non possono procreare, capisco perfettamente il loro dolore. Dopo tutto sono una donna molto fortunata ho già una figlia splendida.

Non ha mai preso la patente, perché questa scelta?

Farò un corso per la terza età, la prenderò prima o poi…Ho viaggiato così tanto in aereo che avrei fatto prima ad ottenere il brevetto da pilota!

L’alimentazione e l’attività fisica per Maria Grazia Cucinotta.

Che tipo di alimentazione predilige?

Curo molto cosa mangio, è l’unico lusso che mi concedo, prediligo prodotti sani. E’ un regalo che faccio a me stessa e alla mia famiglia. Scelgo prodotti naturali. A 52 anni con l’arrivo della menopausa bisogna stare attente. Evito di mangiare dopo le ore 19,00. Il tempo passa per tutti, l’alimentazione deve cambiare durante le fasi della vita.

Pratica sport?

Sono pigra, ho sempre appuntamenti, preferisco camminare, 5/6 km al giorno. Vado in giro, abitualmente per Roma, una città che, per la sua bellezza, non finirà mai di farmi innamorare.

Nella valigia estiva di Maria Grazia Cucinotta cosa non può mancare?

I costumi su misura realizzati da Miriam, che ho conosciuto ben 26 anni fa sul set de “Il Postino”. Indosso dei bikini, realizzati appositamente per me, di taglia 38 sotto e 46 sopra, non riuscirei a trovarli in negozio. Non mancano poi i bustier fatti a mano, un tubino nero, che al solo cambio di accessori diventa un abito nuovo, le t-shirt bianche e decorate, i jeans, gli abitini veloci che occupano poco spazio. Poi le mie adorate scarpe, decoltè o sandali. A volte vorrei essere un millepiedi per poterne indossare tante e diverse!

Quali brand predilige?

Vittorio Virgili che produce delle scarpe Made in Italy comodissime. Chi nasce in Italia non può comprare le scarpe all’estero. Indosso spesso anche L’ Autre Chose e Loriblu, vado spesso nelle Marche a sceglierle nel distretto della calzatura.

Può fornire un consiglio per i nostri lettori di Velvet per avere una pelle cosi perfetta?

Proteggersi sempre con la protezione 50+ sia d’estate che d’inverno. Io che ho una pelle mediterranea la utilizzo sempre. Bisogna poi adoperare delle creme idratanti sia per il corpo che per il viso, struccarsi sempre la sera. Dopo la doccia, al mattino, mi trucco un po’, spendo un minuto per valorizzare gli occhi: mascara, matita nera, correttore, e’ una vera e propria coccola. Il più grande regalo, che possiamo fare a noi stessi, è quello di imparare a volersi bene, sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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