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Coronavirus

“Raduno in spiaggia per diffondere il Covid”: maxi sgombero a Tenerife

Un raduno in spiaggia a Tenerife per diffondere il coronavirus. O almeno è questa la grave accusa che pesa su decine di persone in Spagna.

La Guardia Civil e la polizia del comune di La Orotava hanno intercettato l’organizzazione dell’evento sui social network e sono intervenuti (nella foto in alto, tratta dall’account Twitter di PdePolitica /@PdPolitica). L’obiettivo era quello di bloccare la manifestazione, sgomberando la spiaggia di Los Patos.

Lì infatti si erano accampate una sessantina di persone. L’idea era quella di un vero e proprio “campeggio nel fine settimana per favorire la diffusione del Covid-19“, ha spiegato l’assessore alla sicurezza di La Orotava, Narciso Perez.

Il quale ha sottolineato che il rapido intervento degli agenti ha impedito un raduno più massiccio e quindi potenzialmente più pericoloso. Lo sgombero è avvenuto al mattino di sabato 8 agosto. Lo riferiscono i media locali, come El Día.

“Nonostante la spiaggia di Los Patos sia chiusa al pubblico da anni a causa del pericolo frane – ha riferito il funzionario -, “ci sono molte persone spericolate che ogni fine settimana scendono su questa spiaggia non solo per fare il bagno ma anche per campeggiare”. Tali assembramenti, inoltre, “preoccupano” ancora di più “nella situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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