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Coronavirus

Coronavirus, vacanze in sicurezza per bambini e ragazzi

Nell’ultimo numero di “A scuola di salute”, il magazine digitale a cura dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute, diretto dal Professor Alberto Ugazio, tutti i consigli per un’estate sicura a riparo dal Coronavirus senza rinunciare a stare insieme.

In questo ultimo mese d’estate bisogna fare i conti con i nuovi contagi da Coronavirus che stanno risalendo. Il problema è che, a fronte di moltissimi italiani che seguono le regole per limitare la diffusione del Covid-19, ce ne sono altri, soprattutto giovani, che si incontrano in massa senza indossare dispositivi di sicurezza come se il virus fosse ormai un ricordo.

Invece non è così, e attualmente nelle terapie intensive sono ricoverati under 30 che si sono contagiati in vacanza durante eventi particolarmente affollati, come le serate in discoteca.

Come gestire la necessità di stare insieme con il contenimento del Coronavirus, che ancora si rivela mortale? Un bisogno avvertito anche per i più piccoli, per cui la socialità è un bisogno primario: la collaborazione, la gestione dei conflitti, la scoperta di sé stessi si apprendono attraverso il gioco con altri coetanei e con il confronto.

Il lockdown ha reso gli appartenenti alle giovani e giovanissime generazioni più aggressivi, più dipendenti dagli smartphone ai videogiochi, oltre che sprezzanti delle regole.

Per gli psicologi dell’Ospedale Bambino Gesù è importante che  i genitori consentano loro di incontrare nuovamente i loro amici, soprattutto all’aperto. Nello stesso tempo, è fondamentale seguirli e aiutarli in questa nuova fase, condividendo dubbi e timori, confrontandosi sui comportamenti da adottare e dando il buon esempio.

La parola chiave per tutti i ragazzi, grandi e piccoli, è sicurezza: mai derogare, anche tra  tra amici, mentre ci si diverte, alle regole più importanti per prevenire la trasmissione del Coronavirus, come la distanza di sicurezza, la mascherina, l’ igiene delle mani.

I nuovi dati sui contagi hanno evidenziato che il rischio di contagiarsi aumenta se si sta a stretto contatto, meno di un metro per 15 minuti, con altre persone. Nei luoghi di vacanza, al mare, in montagna o in città, in ambienti come gli stabilimenti balneari, le piscine, le palestre e quando si è in viaggio in treno, in aereo, bus e metropolitane, anche nella bella stagione è necessario prendere tutte le precauzioni.

Anche l’acqua marina, se è accertato che non è un veicolo di infezione da Coronavirus, non è nemmeno un disinfettante, quindi è opportuno rispettare il distanziamento anche quando si fa il bagno al mare.

La mascherina fino a 6 anni è facoltativa, ma i più previdenti sanno che è necessaria. Quindi può essere indossata dai due anni in su. I diciottenni dovrebbero ricordare, quando sono insieme con i loro coetanei in spazi ristretti, le buone regole per calzarla: coprire ampiamente il naso e la bocca senza lasciare grosse fessure e senza togliersela mai in spazi chiusi.

Molti, ma i ragazzi soprattutto, hanno l’esigenza di fare sport. Per stare più tranquilli possibile, bisognerebbe scegliere tutte le attività all’aria aperta come corsa, camminata, bicicletta, esercizi aerobici che garantiscano una distanza adeguata dagli altri. Gli sport più gettonati nei mesi estivi sono il nuoto, per chi va in vacanza al mare, e le passeggiate, per le famiglie che scelgono la montagna.

I medici dello sport del Bambino Gesù suggeriscono comportamenti prudenti, per chi opta per la montagna, in particolare quando si affrontano alte quote, che vanno raggiunte gradualmente per evitare i disturbi del cosiddetto “mal d’altitudine”, ovvero stanchezza, inappetenza, nausea, vomito, e per evitare che i bambini si smarriscano durante una passeggiata.

L’esposizione al sole, con la pelle protetta da filtri solari, è necessaria perché grazie ai raggi solari la pelle produce la vitamina D, indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro solidità e resistenza. La comunità scientifica si sta interrogando sul ruolo di questa vitamina anche per la prevenzione o addirittura per il trattamento del Coronavirus, ma al momento non ci sono riscontri certi.

In fase di studio anche l’opportunità di assumere integratori di vitamina D per prevenire un’eventuale carenza legata al passato lockdown. Secondo gli specialisti del Bambino Gesù, in attesa di prove scientifiche più consistenti, in questi mesi estivi l’assunzione di vitamina D non è raccomandata se i bambini vengono portati regolarmente al sole e all’aria aperta.

Photo Credits:Facebook

 

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