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Coronavirus: la Spagna manda l’esercito, a Bali stop ai turisti per tutto il 2020

La pandemia del coronavirus sta mettendo la Spagna in forte difficoltà. Il primo ministro Pedro Sanchez (foto in alto) ha annunciato, oggi 25 agosto, che le autorità impiegheranno l’esercito.

Parlando in conferenza stampa, Sanchez ha precisato che unità dell’esercito potranno dispiegarsi per dare sostegno ai governi regionali. Ossia alle varie realtà locali del Paese impegnate a contrastare un forte aumento dei contagiati. Circa 2.000 militari sono in via di mobilitazione. Assisteranno, in particolare, le regioni – responsabili per la Sanità – e avranno l’obiettivo di tracciare i casi di Covid.

Sul fronte opposto del mondo, in Indonesia, il paradiso tropicale dell’isola di Bali ci ripensa e chiude le frontiere ai turisti stranieri fino alla fine del 2020. In un primo momento, le autorità dell’isola – popolarissima meta turistica -, avevano annunciato il ritorno degli stranieri a partire dal prossimo mese di settembre.

Ma il piano è stato rivisto a causa delle preoccupazioni crescenti dovute al Covid-19. A oggi si registrano 4.576 casi e 52 morti. La decisione rinnova i timori dell’impatto di casi d’importazione del virus sui residenti in un Paese dove l’economia si basa soprattutto sul turismo.

Ogni anno milioni di stranieri volano fino a Bali attratti dalle spiagge deserte e dai templi indù. Ma il loro numero è drasticamente diminuito da quando l’Indonesia ha chiuso i confini ai non residenti, come hanno fatto parecchi altri Paesi alle prese con la pandemia. Dalla fine di luglio, poi, l’isola si è rivolta a visitatori domestici per aiutare il turismo, cuore dell’economia locale. Così le autorità hanno riaperto spiagge, templi e altri punti di riferimento per i viaggiatori locali. Ma molti ristoratori e hotel faticano a riprendere l’attività.

Nell’isola di Bali stop ai turisti stranieri

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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