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Mascherine, Genova mette in mostra le più originali a Palazzo Ducale

Scarti di pelliccia di visone, pezzetti di mattone, pagine di libri. Ma anche tessuti e metalli. Sono tutti materiali adoperati per fare….mascherine artistiche contro il coronavirus. Adesso esposte in una originalissima mostra al Palazzo Ducale di Genova.

Dieci giorni per un evento da non perdere

L’esposizione, dal titolo “Il Respiro dell’Arte“, si apre oggi 4 settembre. Durerà fino al 13 settembre, nella Sala Liguria di Palazzo Ducale (nella foto in alto l’opera di Paola Rando Earth, scultura in marmo, 13x17x4 cm, 2020).

Un’esposizione europea

Si tratta della prima tappa di un progetto artistico internazionale. A idearlo e curarlo Virginia Monteverde. L’obiettivo è dare testimonianza del difficile momento che il mondo sta attraversando pera causa del Covid 19. La mostra è itinerante. Viaggerà per l’Europa e dopo l’Italia approderà in Germania, nei Paesi Bassi e in Svizzera.

Il lockdown ha “imposto” i materiali…

“La mascherina diventa forma d’arte e si trasforma – spiega Monteverde – e la mostra sarà una testimonianza di questo periodo, che speriamo rimanga solo un ricordo.” Quelle in mostra a Genova sono “opere molto diversificate, visto che tutti gli artisti erano chiusi in casa per il lockdown” precisa la curatrice. I materiali utilizzati “erano solo quelli a disposizione. E quindi abbiamo dalla pelliccia al bronzo, dal marmo ai tessuti, fino ai libri che diventano mascherina”.

Artisti da molti Paesi

Al progetto, che ha che anche una sezione dedicata alla poesia e una alla danza, hanno aderito una quarantina di artisti di diversi Paesi. Si sono cimentati a interpretare e realizzare, secondo la propria visione e tecnica, quello che è e resterà il simbolo della lotta al virus. La mascherina.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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