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Caravaggio e i capolavori della Collezione Longhi in mostra a Roma

Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi è il titolo della mostra ospitata all’interno dei Musei Capitolini; avrebbe dovuto chiudere il 13 settembre, tuttavia, proprio in questi giorni è stata prorogata al 10 gennaio 2021, offrendo la possibilità di vederla a tutti coloro che ancora non erano riusciti. Nel frattempo, ci ha pensato VelvetMag a visitarla e ve la raccomanda assolutamente. Sarà per il fascino del contenitore, che custodisce affreschi e statue uniche al mondo, sarà perché la temporanea include opere d’arte antica di grande valore che normalmente si troverebbero a Firenze. Non che il capoluogo toscano sia di difficile raggiungimento, ma certamente si tratterebbe di un viaggio risparmiato per chi abita o è di passaggio nella capitale.

CHI E’ ROBERTO LONGHI

Roberto Longhi (Alba, 1890 – Firenze, 1970) è stato uno storico dell’arte che si è dedicato allo studio del Caravaggio – all’epoca decisamente poco conosciuto – già a partire dalla tesi di laurea, discussa nel 1911 all’Università di Torino con Pietro Toesca. Una scelta assai pionieristica che ha dimostrato come il giovane Longhi avesse saputo riconoscere da subito la portata rivoluzionaria di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, a tal punto da identificarlo come primo pittore dell’età moderna. Tuttavia, Roberto Longhi non è stato soltanto un lungimirante storico dell’arte, ma anche un grande collezionista. Le opere di sua proprietà e firmate da maestri di tutte le epoche sono infatti raccolte a villa Il Tasso, la sua dimora fiorentina, oggi sede della Fondazione a lui intitolata.

Carlo Saraceni – Giuditta con la testa di Oloferne. 1618 circa Olio su tela, 95,8 x 77,3 cm Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

IL RAGAZZO MORSO DA UN RAMARRO

In mostra è esposto uno dei capolavori di Caravaggio, acquistato dal critico d’arte alla fine degli anni Venti: il Ragazzo morso da un ramarro. Il quadro risale all’inizio del soggiorno romano di Caravaggio ed è databile intorno al 1596-’97. A saltare subito all’occhio è la posa straordinariamente realistica del giovane, del quale Caravaggio riesce magistralmente a esprimere la tensione muscolare e la torsione della spalla di fronte ad un evento del tutto inaspettato e doloroso. La stessa maestria si nota anche nella resa della natura morta con la caraffa trasparente e dei fiori, dei quali ne possiamo quasi sentire il profumo. Interessante è anche il disegno a carboncino della sola figura del ragazzo ad opera di Roberto Longhi che trova spazio nella prima sala della mostra.

I CARAVAGGESCHI

Come ben sappiamo, lo stile del Merisi fu talmente rivoluzionario da creare una vera e propria scuola di “caravaggeschi” che coinvolse non soltanto pittori italiani, ma anche spagnoli, francesi e olandesi. A questi “seguaci” Longhi dedicò una vita intera di studi, dal primo saggio del 1913 alla monografia Caravaggio del 1952, anticipata l’anno precedente dalla Mostra del Caravaggio e dei Caravaggeschi, allestita a Milano a Palazzo Reale, che riscosse un enorme successo di pubblico e contribuì alla successiva ed immensa fortuna dell’artista.

Valentin de Boulogne – Negazione di Pietro 1615-1617 circa. Olio su tela, cm. 171,5 x 241 cm Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

LA MOSTRA

Ad aprire il percorso espositivo, quattro tavolette di Lorenzo Lotto, due dipinti di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti al fine di rappresentare il clima del manierismo lombardo e veneto in cui si è formato Caravaggio. A seguire sono esposti oltre quaranta dipinti degli artisti che per tutto il XVII secolo hanno subito la sua influenza stilistica. Tra questi ricordiamo per esempio tre tele di Carlo Saraceni, l’Allegoria della Vanità di Angelo Caroselli e la splendida Incoronazione di spine di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone.

Tra i vari pittori stranieri in mostra si distinguono Jusepe de Ribera – detto lo Spagnoletto – Valentin de Boulogne, Gerrit van Honthorst, Dirck van Baburen e Matthias Stom. In particolare, del francese de Boulogne si potrà ammirare La negazione di Pietro, la cui ambientazione è un riferimento preciso alla Vocazione di San Matteo di Caravaggio custodita all’interno della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

Matthias Stom (Stomer) – Annuncio della nascita di Sansone a Manoach e alla moglie. 1630-1632 circa Olio su tela, cm. 99 x 124,8 Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

IL CATALOGO

La mostra è accompagnata da un catalogo realizzato da Marsilio Editori che presenta le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci nella Collezione Longhi, corredate da una scheda e da una breve biografia degli artisti.

Informazioni

Luogo: Musei Capitolini, Sale espositive di Palazzo Caffarelli
Orario: Dal 16 giugno al 13 settembre 2020 PROROGATA FINO AL 10 GENNAIO 2021

tutti i giorni ore 9.30-19.30
24 e 31 Dicembre 9.30-14.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.

Biglietto d’ingresso

Consultare la pagina: Biglietti e videoguide

Ingresso gratuito al museo con la MIC card, acquistabile nei musei e online all’indirizzo museiincomuneroma.vivaticket.it

Informazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

Manuela Valentini

Arte&Cultura

Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.

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