Libri

Premio Campiello 2020, vince a sorpresa Remo Rapino

Grazie al libro Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio (minimum fax) il Premio Campiello 2020 va a sorpresa allo scrittore Remo Rapino. È la storia di un matto che “riesce a comprendere il mondo”. Rapino ha ricevuto 92 voti sui 264 espressi dalla Giuria dei Lettori Anonimi, con un grande stacco su tutti gli altri autori. La serata di premiazione si è svolta il 5 settembre a Venezia in piazza San Marco.

“È stata un bella cosa guaglio‘.. poter incontrare tutte queste belle persone. Un’esperienza bellissima, un vero e proprio regalo che ho ricevuto. Un viaggio come nella poesia di Kavafis. Sono felice di essere felice” ha detto Rapino commentando a caldo la vittoria. Un successo che dedica al padre, nato nel 1926 e morto nel 2010 come il Liborio del libro.

Al secondo posto Sandro Frizziero con il suo Sommersione (Fazi, 58 voti) e al terzo Ade Zeno con L’incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri), 44 voti. Francesco Guccini con il suo Tralummescuro (Giunti) si è dovuto accontentare del quarto posto, con 39 voti. Patrizia Cavalli con il suo primo libro di prose Con passi giapponesi (Einaudi) del quinto con 31 voti.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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