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Coronavirus, boom di casi in Inghilterra: “Vietato riunirsi in più di 6 alla volta”

Il Regno Unito stringe le maglie della legge per affrontare un netto peggioramento della pandemia di coronavirus. Il premier Boris Johnson (nella foto in alto) ha deciso: da lunedì 14 settembre in Inghilterra – al momento non nel resto della Gran Bretagna – non saranno consentiti ritrovi di più di sei persone alla volta. Un concetto fortemente restrittivo di “assembramento da evitare”.

Ristoranti e pub off limits

L’obbligo, valido sia all’aperto che al chiuso, rappresenta il primo importante passo indietro dopo l’allentamento delle misure restrittive di questa estate. Fanno eccezione le scuole e i luoghi di lavoro. Non ristoranti e pub, tipici luoghi di ritrovo per gli inglesi, frequentati assiduamente ogni giorno. Faranno eccezione anche i matrimoni, i funerali e gli sport di squadra.

Fino a 3200 sterline di multa

Chiunque violerà la disposizione verrà punito con multe da 100 a 3200 sterline (da 110 a 3500 euro). La misura si è resa necessaria, sostiene il governo di Sua Maestà per la risalita dei casi di contagio negli ultimi giorni. Secondo i dati della Johns Hopkins University (Usa), attualmente nel Regno Unito ci sono 354mila casi di coronavirus, con 2-3mila contagi al giorno e oltre 41mila morti in totale.

Esuberi e licenziamenti a catena

L’impatto della pandemia sull’economia della Gran Bretagna è molto pesante. Sono stati oltre 300mila gli esuberi dichiarati da migliaia di aziende a giugno e luglio con la giustificazione degli effetti del lockdown imposto dall’emergenza coronavirus. Il prodotto interno lordo (la ricchezza prodotta ogni anno da ciascun Paese) è crollato. Secondo la Bbc i licenziamenti sono stati pari a 156mila a giugno e a 150mila circa a luglio.

Francia, quarantena ridotta a 7 giorni

La situazione non è migliore in Francia, Paese a noi vicino. Adesso però Parigi punta a una sorta di quarantena lampo. Una riduzione, cioè, da 14 a 7 giorni di isolamento per chi risulta positivo al Sars-CoV-2. “Siamo più contagiosi nei primi 5 giorni dopo l’apparizione dei sintomi o che seguono la positività di un tampone. In seguito – ha spiegato Olivier Véran, ministro della Salute francese – la contagiosità diminuisce in modo netto, e dopo una settimana il virus resta ma molto debole”. Nelle intenzioni del governo francese l’accorciamento della quarantena favorirà “una migliore adesione alla regola – secondo il ministro – poiché oggi parte dei francesi non rispetta la quarantena”. La decisione diverrà ufficiale in occasione del consiglio Difesa di venerdì 11 settembre. In modo da avere tempo “per consultare altri esperti sull’attuazione della misura”, ha aggiunto il ministro.

A Londra nei giorni scorsi migliaia di no-mask hanno protestato contro il governo. Ora scattano misure più restrittive

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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