Intervista

Cristiano Turrini: «L’immaginazione mi ha portato proprio lì, a Kuala Lumpur» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Cristiano Turrini, classe 1989, è il cantautore romano che si è aggiudicato la vittoria al contest di Deejay On Stage con il suo brano “Kuala Lumpur”. Il suo singolo ci offre un mix di emozioni e suoni tra Oriente e Occidente portandoci direttamente nella capitale malese. Tra i suoi collaboratori: Marco Canigiula (già autore per Annalisa, Emma Muscat, Biondo, Suor Cristina, Alessandro Casillo) il pianista Jacopo Carlini (Giorgia, Fiorella Mannioia, Sanremo 2020), Davide Gobello (Fabrizio Moro, Loredana Bertè, Tricarico, Paolo Vallesi) e il bassista Matteo Carlini (Alex Britti, Martina Attili). Per conoscerlo meglio noi di VelvetMag lo abbiamo intervistato.

Partirei subito dal successo di “Kuala Lumpur”, il tuo brano vincente per il contest di Deejay On Stage. Ci vuoi raccontare come è stata l’esperienza?

È stato meraviglioso. Un’occasione straordinaria dopo il lockdown per ritrovare le sensazioni che si provano quando si ha un pubblico davanti e puoi ricevere i loro applausi. Vedere tutto quell’apprezzamento mi ha veramente colpito. C’era una giuria che dava delle valutazioni tecniche e aveva già ascoltato il brano quindi sapeva bene di cosa si trattasse. Avere questo grande riscontro da un pubblico di 2500 persone che non lo aveva mai ascoltato è la cosa più bella che mi porto dentro. Devo dire la verità: vincere non è stato per niente scontato e facile, anche perché il livello era molto alto e i miei compagni di viaggio sono stati veramente bravi. La musica emergente riserva sorprese straordinarie e dovevamo vincere un po’ tutti. 

Per il tuo brano è stata scelta la bellissima capitale malese, come meta per fuggire dal ricordo di una storia d’amore finita. Come è nata l’idea?

Guarda, è nata per gioco. È nata allo stesso modo in cui nascono tutti i miei brani. Quando ho la necessità e la voglia di scrivere non è per forza qualcosa studiato a tavolino. Ero in studio con il mio produttore Marco Canigiula, ci siamo messi a lavorare ad un nuovo singolo e come spesso accade ci facciamo coinvolgere da varie immagini, suoni e video. Quel giorno siamo stati stimolati da un video di immagini bellissime di tutto il mondo e quelle che ci hanno colpito di più sono state quelle della Malesia. E così abbiamo deciso di ambientare lì questa storia d’amore. Ci siamo resi conto che Kuala Lumpur era musicale e originale allo stesso tempo. Tutto il resto è stato immaginazione e creatività che ci hanno portato lì, proprio a Kuala Lumpur.

Nelle tue canzoni si parla spesso di amore e di nostalgia. Temi che si celano anche in “Nutella sul pane”, che sembra essere un brano dalle note felici. Sono questi due sentimenti che danno ispirazione ai tuoi testi?

Sì. Devo dire che “Nutella sul pane” è un brano felice, spensierato e fa pensare che una storia d’amore abbia anche dei risvolti positivi. Però anche nel sound, nel mio modo di cantare nascondo sempre un velo di nostalgia. È proprio il mio modo di raccontare le cose. I miei testi parlano per la maggior parte delle volte di amore ma cerco di prendere spunto anche da altri punti di vista e non solo da quelli autobiografici. Cerco di raccontare dell’amore in modo tale che tanti possano ritrovarsi, anche se la mia anima si annida nei miei testi e nella mia voce.

In brani come “The Island” o “This Moment” troviamo la tua voce inserita in un sound elettronico e dance. È un genere che ti appartiene e che può confluire nel tuo stile musicale?

Canto da tanti anni, mi sono sempre cimentato in cover e a cantare in inglese, quindi è un sound che mi appartiene tantissimo. È pur vero che io da cantautore italiano vado a scrivere delle cose pop indie, e ciò può creare confusione. Ma il pubblico di “This moment” e “The Island” non è lo stesso. Quelle sono collaborazioni che permettono di farmi conoscere. È un modo per entrambi di valorizzarsi. È ovvio che se il mio progetto da solista Cristiano Turrini dovesse prendere il volo, inevitabilmente queste collaborazioni andrebbero a diminuire. Ma comunque sono sempre aperto al featuring, che in questi anni fa da padrone della musica. 

E qui mi porti automaticamente a chiedertelo: ci sono degli artisti con cui vorresti fare dei featuring?

Assolutamente sì. Io sono un curioso della musica, mi piace ascoltare tanto. Amo sia artisti del passato che del presente, mi piace sperimentare. Devo dirti che per quanto riguarda delle voci che secondo me si presterebbero alla mia, vedo molto bene Gaia, che stimo tantissimo. Abbiamo avuto modo di fare insieme i provini ad Amici. Fare un pezzo con lei sarebbe davvero interessante. E poi un altro artista è Mahmood. Mi piace veramente tanto, è molto poliedrico e credo ci sia qualcosa che ci accomuna.

A proposito di Amici: molti artisti sono stati lanciati dopo la partecipazione a vari talent. Tu cosa ne pensi?

Io ho fatto dei casting e sono sicuramente esperienze importanti. Ma c’è il rovescio della medaglia come in ogni cosa. Ti danno una grande visibilità e ti permettono di saltare delle grandi tappe ma quando questa cosa è evidente mi dispiace. Ci sono dei ragazzi – anche talentuosi – che inevitabilmente non hanno fatto gavetta. E la gavetta secondo me è importante. E poi io credo che loro debbano essere un po’ più meritocratici. Mi dispiace che ci siano molti ragazzi che potrebbero fare la differenza nella musica e invece viene premiato altro. Ma mi rendo conto che devono fare un programma, ci sono scelte autoriali e il loro lavoro non è semplice. 

Nel 2015 hai firmato un contratto con Cantieri Sonori e hai pubblicato i singoli “Tutto Quello Che Non Siamo” (tra i 60 finalisti Sanremo Giovani 2016) e “Irrazionale” (tra i 60 finalisti Sanremo Giovani 2018). Stai facendo un pensiero su una prossima partecipazione a Sanremo?

Magari! Salire sul palco di Sanremo sarebbe davvero un sogno. Mi piacerebbe portare la mia musica lì, esibirmi su quel palco. Mi sento di essere pronto per fare un’esperienza del genere. Incrociamo le dita, il tentativo lo facciamo. 

Ci puoi anticipare qualche progetto futuro?

Il 17 ottobre sarò ad Assisi alla finale del Proscenium Festival 2020. Porterò il mio brano “Guernica” che per me è un brano importantissimo. Ho già vinto un contest con questo brano e speriamo di vincerne un altro (ride NdR). Nel frattempo, io sto continuando a scrivere dei brani. Vediamo se da qui a qualche settimana possiamo annunciare un nuovo singolo, intanto. Poi magari faremo uscire qualcos’altro e potremo arrivare tra marzo e aprile a racchiudere il tutto in un album. E vedremo se nella prossima estate si può cantare un po’ in giro. 

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