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Buon compleanno ai Flintstones: il cartone animato degli Antenati compie 60 anni

Era il 30 settembre 1960 quando apparve in televisione, negli Stati Uniti, il cartone animato divenuto poi celeberrimo in tutto il mondo: i Flintstones, in Italia “Gli Antenati”. Una fra le serie televisive a cartoni animati più amate di tutti i tempi compi dunque 60 anni. Ma, come racconta online sull’Ansa Anna Lisa Antonucci, William Hanna e Joseph Barbera, autori di tanti cartoni che hanno fatto la storia dell’animazione, lavoravano ai Flintstones già da un anno, insieme al disegnatore Dan Gordon.

Hanna e Barbera hanno firmato capolavori amatissimi dai ragazzi, come Tom & Jerry, l’Orso YoghiScooby-Doo, i Puffi. I Flintstones sbarcarono sulla Rai nell’agosto del 1963 con quella sigla strepitosa, l’inconfondibile urlo di Fred “Yabba-Dabba-Doo!”, la battuta diventata celebre (nata nella versione italiana): “Wilma dammi la clava!”.

I quattro protagonisti della serie sono Fred Flintstone, la moglie Wilma e gli amici Barney Rubble e sua moglie Betty. Rappresentano un’allegoria della società americana degli anni sessanta ambientata però nella immaginaria città di Bedrock, all’età della pietra. Con enormi sauri volanti usati come aeroplani, altri animali impiegati come elettrodomestici o il superdrago che con i denti timbra l’ingresso al lavoro di Fred.

Le vicende di cui i Flintstone sono protagonisti, seppure ambientate tra i cavernicoli, sono quelle del mondo moderno e la città di Bedrock è una metropoli con centri commerciali, banche, alberghi, bowling e drive in. Non mancano animali sfruttati e stanchi che si rivolgono ironicamente allo spettatore lamentandosi di cosa gli tocca fare per vivere. Negli anni Sessanta e Settanta anche gli antenati, così come altre serie animate, da Gatto Silvestro ai Pronipoti, vennero utilizzate nella pubblicità televisiva italiana. I Flintstones pubblicizzarono un insetticida e gli spot andarono in onda su Carosello dal 1965 al 1971.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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