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Arte antica e contemporanea: le mostre più belle da visitare in ottobre

CHEN ZHEN ALL’HANGAR BICOCCA (MILANO)

A vent’anni dalla scomparsa, l’Hangar Bicocca di Milano celebra Chen Zhen (Shanghai, 1955 – Parigi 2000) con una mostra a cura di Vicente Todolì che aprirà il 15 ottobre 2020 per concludersi il 21 febbraio 2021. L’artista cinese, sin dagli esordi, si è saputo distinguere a livello internazionale per la capacità di abbattere i muri esistenti tra espressività orientale e occidentale, per mezzo di opere che anticipavano la complessità socio-politica del mondo di oggi. Infatti, le tematiche più frequentemente affrontate da Chen Zhen riguardavano il consumismo, la globalizzazione ed il loro rapporto con la tradizione.

Short-circuits – questo il titolo della retrospettiva milanese – presenta oltre 20 installazioni realizzate dall’artista negli ultimi dieci anni della sua carriera, fino al 2000; queste stesse installazioni derivano perlopiù da prestiti di prestigiose istituzioni e collezioni, sia straniere che italiane. Un percorso attraverso opere estremamente rilevanti, capaci di rappresentare l’interdipendenza tra materiale e spirituale e di mantenere aperta la riflessione sull’azione curativa e purificatoria dell’arte, nonché sui processi metaforici di malattia e guarigione.

Chen Zhen, Fu Dao / Fu Dao, Upside-down Buddha / Arrival at Good Fortune, 1997
Courtesy GALLERIA CONTINUA

ORAZIO GENTILESCHI: LA FUGA IN EGITTO E ALTRE STORIE (CREMONA)

 Per la prima volta, alla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, si possono ammirare le due versioni del Riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 – Londra 1639). Accanto alle due magnifiche tele – una del Kunsthistorisches Museum di Vienna e l’altra proveniente da una collezione privata – la mostra a cura di Mario Marubbi propone una selezione di altri dipinti, sculture, avori ed incisioni che hanno a che fare con la “Fuga”. Un tema quest’ultimo che, così come magnificamente ricreato dal Gentileschi, affascinò diversi committenti. Tanto che, accanto alle due versioni riunite a Cremona, se ne conoscono altre due: la prima al Louvre e al Birmingham Museum la seconda.

Le due versioni esposte all’Ala Ponzone risalgono al momento in cui Orazio Gentileschi – forse il più precoce e acuto interprete tra i pittori caravaggeschi – godeva di enorme fama internazionale. Fama accresciuta a Parigi, dove era stato chiamato alla corte di Maria de’ Medici, e ampliata a Londra dove era stato chiamato da George Villiers, primo duca di Buckingham. Mostra aperta dal 10 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021. Per maggiori informazioni https://www.comune.cremona.it/node/491133

Orazio Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto, olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Vienna

BIENNALE LIGHT ART 2020 (MANTOVA)

Invece, c’è tempo fino al 31 dicembre 2020 per visitare la Biennale Light Art di Mantova 2020; quest’anno l’iniziativa prevede la curatela generale di Vittorio Erlindo e si compone di due sezioni: Light Art, a cura di Vittorio Erlindo, e Black Light, a cura di Gisella Gellini e Gaetano Corica. Trentaquattro artisti nazionali ed internazionali sono stati chiamati a confrontarsi con il tema della luce in rapporto allo spazio. In particolare, l’obiettivo della Biennale è quello di stabilire un dialogo intenso e al contempo delicato tra le opere degli artisti e gli spazi interni ed esterni della Casa del Mantegna e del Tempio di San Sebastiano di Leon Battista Alberti. Per maggiori informazioni https://biennalelightart.it/

Tra i numerosi artisti coinvolti, ci limitiamo a citare Nicola Evangelisti, Vincenzo Marsiglia, Peter Assmann, Davide Coltro, Donatella Schilirò e Margareta Hesse.

Vincenzo Marsiglia, Fold Screen Paper, incisione, pieghe, inchiostro fluorescente su cartoncino, 24×18 cm cad. installazione
Composta da 7 elementi, 2020

VAN GOGH. I COLORI DELLA VITA (PADOVA)

A Padova, per la precisione al Centro San Gaetano, Marco Scotini curerà la mostra Van Gogh. I colori della vita che apre al pubblico il 10 ottobre 2020. Grazie soprattutto, ma non solo, alla fondamentale collaborazione del Kröller-Müller Museum e del Van Gogh Museum, la mostra propone 83 quadri e disegni riconducibili a ciascun periodo della vita del grande pittore, da quello olandese fino al tempo francese vissuto tra Parigi, la Provenza e Auvers-sur-Oise. Per esempio, sarà possibile ammirare dipinti famosissimi come l’”Autoritratto con il cappello di feltro”, “Il seminatore”, i vari campi di grano, “Il postino Roulin”, “Il signor Ginoux”, “L’Arlesiana” e diversi paesaggi attorno al manicomio di Saint-Rémy.

Tuttavia, la mostra a Padova non si limita ad includere questo corpus di 83 opere di Van Gogh. Ad esse sarà infatti affiancata una selezione di una ulteriore quindicina di capolavori di artisti, a partire da Millet, passando per Gauguin, Seurat, Signac, Hiroshige in quanto a lui collegati. Da non dimenticare le tre grandi tele di Francis Bacon a inizio percorso, ad indicare come la figura dello stesso Van Gogh abbia influito anche sui protagonisti del XX° secolo. È possibile prenotare i biglietti alla pagina https://biglietto.lineadombra.it/?lang=it

Vincent van Gogh, Paesaggio a Saint-Rémy, 1889
olio su tela, cm 70,5 x 88,5
Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen
SMK 1840; prestito a lungo termine dalla National Gallery of Denmark di Copenaghen

Manuela Valentini

Arte&Cultura Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.

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