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Coronavirus

Coronavirus, il premier Conte: “Pronti a varare il nuovo decreto anti Covid”

Nelle prossime ore il nuovo Dpcm, in anticipo rispetto al 15 ottobre

“Cercheremo di licenziare il Dpcm (Decreto del presidente del consiglio, ndr.) già stasera”. Lo ha detto a Taranto, lunedì 12 ottobre, il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Il premier si è recato in visita nella città pugliese dove ha sede la storia acciaieria ex Ilva, ora Arcelor Mittal. E proprio dalla Puglia, che è la sua terra, Conte ha fatto capire chiaramente che ci sarà un’anticipazione, forse già nelle prossime ore, del nuovo decreto anti Covid previsto inizialmente per giovedì prossimo 15 ottobre.

Trattative e decisioni a breve

Si tratta della normativa che recepirà le indicazioni del Comitato tecnico scientifico (Cts) e quelle politiche del dialogo intercorso fra governo e regioni. Una trattativa intensa sulle misure restrittive da adottare immediatamente. L’obiettivo dell’esecutivo è di evitare che dagli attuali oltre 5mila nuovi contagi di coronavirus al giorno la situazione dell’Italia peggiori. Soprattutto, data l’esperienza tragica della scorsa primavera, prima che gli ospedali si intasino e i posti letto nelle terapie intensive si esauriscano. Novità significative sono emerse dall’ultima riunione del Comitato tecnico scientifico (Cts) domenica 11 ottobre. Gli scienziati propongono di ridurre da 14 a 10 giorni il periodo di quarantena per i positivi, con un solo tampone in uscita. Per quanto riguarda l’attività motoria e sportiva: corsa e jogging senza mascherina, che però va indossata se si fa una semplice passeggiata.

Positività ai test e isolamento

Tamponi molecolari e antigenici potrebbero essere autorizzati, inoltre, per tracciare i contatti. Questo – secondo l’Ansa – è l’altro aspetto sanitario emerso nel corso della riunione del Cts. Potrebbero realizzare tali tamponi i medici di famiglia e i pediatri, ove possibile. Gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi, dopo 21 giorni avranno comunque concluso la quarantena e saranno “liberi”. Il protocollo prevede dieci giorni di quarantena e un tampone molecolare. Se l’esito è positivo, il soggetto dovrà effettuare altri 7 giorni di isolamento al termine del quale sottoporsi nuovamente al test. In caso di nuova positività, dovrà rimanere altri 4 giorni in quarantena e poi effettuare un ultimo tampone molecolare. Anche in caso di positività sarà comunque “libero”. Ci sono studi internazionali, sottolineano dal Cts, secondo cui dopo 20 giorni la carica virale del Sars-CoV-2 è talmente bassa che il soggetto non è più in grado di infettare.

“Anche i pediatri aiutino”

Il Comitato tecnico scientifico “ritiene necessario il coinvolgimento anche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per il prezioso e fondamentale contributo che potranno assicurare nella esecuzione dei tamponi“. Lo sottolinea lo stesso Cts in una nota. “Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano” ha dichiarato l’11 ottobre il ministro della Salute, Roberto Speranza da Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3. “Un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d’anticipo”. I contagi in Italia “sono aumentati ma sono inferiori ad altri Paesi. In un giorno la Francia ha avuto 27mila contagi in più”.

Contagi? In primo luogo in famiglia

Il 75% dei contagi, secondo gli ultimi dati ufficiali, avviene nelle relazioni familiari. “Si abbassa la guardia e ci si toglie la mascherina”. Da qui la stretta sulle feste private, non solo tra giovani, e sugli assembramenti. Lo ha detto ancora il ministro della Salute, Roberto Speranza. Le nuove norme anti-Covid in arrivo sono “nazionali”. Le Regioni avranno la possibilità di agire su norme più restrittive, ha detto Speranza, sottolineando che “non ci sono le condizioni per nessun lockdown nazionale per nessun territorio”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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