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Realtà virtuale: ora si può “camminare” nelle cellule, grazie a un software in 3D

Innovazione senza precedenti nell'esplorazione degli organismi

La realtà virtuale permetterà agli scienziati di “passeggiare” all’interno delle cellule. Secondo quanto riporta online l’Ansa ciò può avvenire grazie a un software che consente di esplorarle in 3D come non è mai stato possibile fare prima.

La notizia emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Methods dal gruppo dell’Università britannica di Cambridge, coordinato da Steven Lee. Secondo gli autori della ricerca, la realtà virtuale aiuterà a comprendere la biologia delle cellule umane, e a sviluppare e testare nuovi trattamenti terapeutici.

Il software, chiamato vLUME, permette di visualizzare in 3D attraverso la realtà virtuale immagini al microscopio a elevata risoluzione. Gli scienziati le hanno ottenute grazie a una nuova tecnica di microscopia a fluorescenza, premiata nel 2014 con il Nobel per la Chimica. In questo modo è possibile studiare in dettaglio i processi molecolari mentre avvengono.

Una straordinaria attività di ricerca scientifica. Che potrà avvenire a diversi livelli: dalle singole proteine alle intere cellule, come neuroni cellule immunitarie o cancerose. Uno dei limiti attuali, infatti, spiega Steven Lee, “è la possibilità di analizzare e visualizzare i dati in tre dimensioni. Con questa nuova tecnica – conclude – è possibile spingere lo sguardo fin dentro le cellule, a scale nanometriche”, cioè della miliardesima parte del metro.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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