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Twitter blocca l’account della portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany

La collaboratrice di Trump reagisce e parla di "censura"

La corsa verso le elezioni presidenziali americane entra nel vivo. Le ultime battute della campagna – gli statunitensi andranno al voto il 3 novembre, fra meno di venti giorni – si fanno sempre più roventi. Anche sul fronte dei social media. È di giovedì 15 ottobre, infatti, la notizia che Twitter ha bloccato l’account della portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany.

Il motivo? Semplice e brutale al tempo stesso. Agli occhi del personal media fondato da Jack Dorsey, la portavoce dell’Amministrazione Trump sarebbe “colpevole” di aver postato un articolo del New York Post sulle presunte quanto controverse email di Hunter Biden, il figlio di Joe Biden. “L’hanno bloccata solo perché cercava di diffondere la verità”, ha commentato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un comizio nello Iowa, che ha svolto apparentemente senza problemi dopo aver ufficialmente superato l’infezione da Covid-19.

Il tycoon cerca affannosamente la riconferma elettorale mentre i sondaggi lo danno indietro di oltre dieci punti rispetto allo sfidante democratico Joe Biden. Così se la prende, e non di rado in queste ultime settimane, . regolarmente con Facebook e Twitter. I due giganti dei social network hanno bloccato la diffusione del presunto scoop della testata americana (il New York Post) in attesa di verificarne la veridicità. “Terribile – ha twittato Trump – che abbiano smontato la storia che è una ‘pistola fumante’ contro Joe Biden e suo figlio Hunter. È solo l’inizio per loro” e “non c’è niente di peggio di un politico corrotto”.

Dal canto suo la portavoce “bannata” da Twitter, Kayleigh McEnany, ha parlato di “censura” che non dovrebbe avere posto in America. Twitter però non molla. Il social ha già sospeso una serie di account fake di falsi supporter del presidente Donald Trump. Secondo quanto ha riportato la Cnn, su quasi tutti i profili bloccati appariva la frase “Io sono afroamericano e voto per Trump”. La testata americana ha citato anche un portavoce di Twitter, il quale avrebbe parlato di “violazione delle regole contro lo spam e la manipolazione della piattaforma”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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