Coronavirus

Covid, Cristiano Ronaldo: “Non ho violato il protocollo, sono tutte bugie”

Il campione risponde sui social alle accuse del ministro dello Sport

Cristiano Ronaldo torna sulla scena mediatica. Sta bene e vuol farlo sapere a tutti: tifosi, fan e ammiratori. E per dimostrarlo si è presentato in diretta Instagram ai suoi followers, venerdì 16 ottobre. Un intervento, il suo, che è servito soprattutto a rispedire al mittente le accuse di aver violato le regole della quarantena. Dato che, come è noto, il campione è risultato positivo al Covid-19.

La replica a Spadafora

“Sto rispettando il protocollo – ha spiegato sui social l’asso portoghese -. Non l’ho infranto come è stato detto: è una bugia”. Così Ronaldo ha indirettamente replicato alle dichiarazioni dei giorni scorsi che ha fatto il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. “Sono rientrato dal Portogallo – ha proseguito Cristiano Ronaldo – perché io e la mia squadra ci siamo assicurati di rispettare tutte le procedure”. “Sono tornato in Italia in aereoambulanza e non ho avuto contatti con nessuno neanche a Torino”, ha precisato.

“Prendo il sole a casa….”

“Sono sempre in casa, ora sto prendendo il sole, anche per far passare le giornate – ha aggiunto CR7 -. La mia famiglia è su un altro piano della casa, non possiamo avere contatti. Ma per ora è ok”. “Come vedete sto bene. Sono asintomatico e questa notte ho dormito bene – ha continuato l’attaccante della Juve -. Vi volevo ringraziare per i tanti messaggi di supporto che mi avete mandato“. “Spero di tornare presto ad allenarmi, giocare e godermi la vita. Quando stai bene di testa non hai problemi”, ha proseguito.

Le accuse del ministro dello Sport

Secondo il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, andando e tornando dal Portogallo, Cristiano Ronaldo ha violato il protocollo anti Covid. Il ministro ha sostenuto questo nei giorni scorsi rispondendo alle domande di Gianni Minoli nel corso di un’intervista per il programma Il Mix delle cinque in onda su Radio Uno. Alla richiesta di Minoli se il campione juventino avesse violato il protocollo, il ministro aveva risposto secco. “Sì, penso proprio di sì – aveva dichiarato – se non ci sono state autorizzazioni specifiche dell’autorità sanitaria. A quel che risulta in merito è stata la stessa società a segnalare alla Asl che alcuni giocatori avevano ‘rotto’ l’isolamento fiduciario senza averne l’autorizzazione. Tanto che il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Torino ha dichiarato di aver dovuto trasmettere in Procura i nomi”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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