Coronavirus

Covid a Napoli, la protesta delle mamme: in corteo contro la chiusura delle scuole

"Il provvedimento di De Luca è sbagliato" accusano

Le mamme di Napoli hanno detto basta. Oggi 16 ottobre sono scese in corteo contro la decisione del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere le scuole fino al 30 ottobre. L’obiettivo del governatore è di contrastare la diffusione del coronavirus. La Campania tutta, risparmiata da conseguenze gravi della prima ondata di Covid, è adesso una delle regioni maggiormente colpite dal virus. Molti genitori però non ci stanno. E considerano la misura eccessiva e sbagliata. Perciò le mamme si sono date appuntamento davanti alla sede della Regione Campania, dopo un tam tam cominciato nella tarda serata del 15 ottobre.

Con le mamme anche gli autisti di scuolabus

Oggi è il giorno più buio per la scuola“, recita un manifesto che le donne hanno portato per protestare, insieme con i propri figli. Alcune decine di bus scolastici hanno percorso le strade intorno alla sede della Regione, in agitazione perché la decisione di De Luca ferma anche le loro attività lavorative. A ogni passaggio, gli autisti hanno ricevuto l’applauso delle mamme in protesta.

In corteo da Fuorigrotta

I conducenti dei bus gialli dedicati al trasporto scolastico hanno protestato sul lungomare di Napoli diretti alla sede della Regione Campania per sollecitare un aiuto economico. Infatti il blocco delle attività del mondo della scuola deciso dal governatore De Luca per l’aumento dei contagi Covid mette anche loro in difficoltà. Il corteo – una lunga scia gialla che si è mossa dalla zona di Fuorigrotta – è rimasto controllato a distanza dalle forze dell’ordine.

Rischio di altre chiusure in Italia

Non solo la Campania, tuttavia, è la regione che punta sulla chiusura delle scuole. “Se i contagi dovessero ulteriormente aumentare, per non far perdere l’anno scolastico ai ragazzi” le soluzioni sono due. “O si introduce la didattica a distanza per coloro che hanno necessità oppure si differenziano gli orari della scuola“. Sono le parole di Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni a Mattino 5. “Se gli orari scolastici vengono distribuiti in maniera più spalmata sull’arco della mattina e del pomeriggio – ha aggiunto – diminuisci la pressione su coloro che devono essere portati a scuola e riportati a casa”. “Non abbiamo più mezzi pubblici – ha detto -. Non ne abbiamo più: o qualcuno ce li manda con risorse aggiuntive ai sindaci o diventa impossibile”. L’ipotesi di utilizzare i bus turistici per gli studenti è complessa per il presidente emiliano. “Non sono uguali ai mezzi pubblici delle città. Comunque anche quella è una possibile soluzione ma servono risorse per gli enti locali”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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