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Covid a Roma, emergenza ai “drive in” per fare i tamponi: “Bagni chimici a rischio”

Nella capitale lunghe code per effettuare i test ma apriranno nuove postazioni

L’Italia sta raggiungendo la cifra record di 12 mila nuovi contagi di coronavirus al giorno. A soffrire, in particolare, sono le grandi città, Milano in primis, dove la situazione appare critica, ma anche Napoli. E, non ultima, Roma. Nella capitale emerge un problema sin qui non abbastanza considerato. Quello del potenziale contagio nell’ambito degli “assembramenti”, se così si può dire, ai drive in per fare i tamponi, sostiene Cecilia Gentile sull’edizione romana di Repubblica.

Le code ai drive in durano a Roma in media dalle 8 alle 10 ore. Un problema che non riguarda solo la città eterna e che lo stesso premier Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa del nuovo Dpcm, il 18 ottobre, ha promesso di superare. Capita dunque piuttosto spesso che chi è in auto ad aspettare il suo turno debba urinare, esponendo se stesso e gli altri in coda come lui al contagio.

Chi si rivolge ai drive in per il tampone è spesso una persona che può aver avuto un contatto stretto con qualcuno risultato positivo al Covid-19. Si tratta quindi di persone a loro volta potenzialmente positive e dunque contagiose. In una situazione di rischio come questa è indispensabile mantenere alti i livelli igienici e di sicurezza, soprattutto nei bagni comuni. Come lo sono quelli chimici. Invece, sostiene Repubblica, ciò non accade. Perché nei bagni chimici dei drive in spesso manca anche il gel disinfettante.

Da lunedì 19 ottobre, tuttavia, dovrebbero aprirsi al pubblico nuove postazioni per effettuare i tamponi. In particolare a Capena, nella Asl Rm 4, e a Monterotondo, nella Asl Rm5. Nella capitale le prossime aperture di punti prelievo dovrebbero verificarsi a Ponte Mammolo e a Cecchignola. Esiste inoltre, e dovrebbe attivarsi da questa settimana, un nuovo progetto di prenotazione online al Santa Maria della Pietà, al Forlanini e a Togliatti. L’obiettivo della Regione Lazio è di eseguire i tamponi rapidi anche negli studi dei medici di medicina generale. Naturalmente si parla degli studi professionali che hanno dato fin qui la loro disponibilità. Complessivamente sarebbero 311 nel Lazio e circa 200 a Roma città.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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