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Chucky, la bambola assassina è esistita davvero? La vera storia è inquietante

La storia portata sullo schermo nel 1988 pare ispirarsi a fatti inquietanti realmente accaduti

Qualsiasi film horror che si rispetti è legato a fatti inspiegabili. Da ciò non è esente Child’s Play, del 1988, uscito in Italia come La bambola assassina. La pellicola ha come protagonista l’introverso Andy, un bambino al quale i genitori comprano Chucky, bambolotto dai capelli rossi e le lentiggini, per aiutarlo ad essere meno introverso. Le cose precipitano nel momento in cui la sua vera natura si rivela. Il bambolotto è infatti posseduto dallo spirito di un serial killer che, attraverso un rituale, cerca di appropriarsi di un corpo umano.

La pellicola ha rappresentato un successo tale da avere altri tre seguiti. Sebbene oggi il film non susciti lo stesso timore che trasmetteva in quegli anni, è innegabile che La bambola assassina sia un cult del genere horror. C’è un dettaglio che però contribuisce a rendere quest’opera immortale: la storia è ispirata a eventi realmente accaduti.

La vera storia di Chucky, La bambola assassina

La storia è ispirata a una leggenda metropolitana. Tuttavia, ogni leggenda ha sempre un fondo di verità. In questo caso la vicenda è incentrata su una bambola di nome Robert che fu data in regalo al pittore Robert Eugene Otto nel 1903. A differenza di Chucky, protagonista de La bambola assassina, il pupazzo in questione aveva un vestito da marinaio e aveva in mano un leone giocattolo.

Secondo la leggenda metropolitana, prima di passare a lui sarebbe appartenuto ad una donna che, vittima di abusi, ha poi imparato a usare il vudù per vendicarsi dei suoi aguzzini. Arrivato nelle mani di Eugene, lui cominciò a parlare al bambolotto come fosse un bambino vero. Con l’arrivo di Robert nella sua casa, iniziarono a verificarsi eventi inquietanti: giocattoli rotti, mobili in movimento.

Il bambolotto è passato poi nelle mani di una donna, di nome Myrtle Reuters. La “vera bambola assassina” avrebbe in seguito aggredito la figlia della malcapitata. Nel 1994 la nuova proprietaria decise perciò di donare Robert al Fort East Martello Museum, dove tutt’ora risiede. Si dice inoltre che la bambola maledica chiunque le faccia una foto senza chiederle il permesso.

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