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Stati Uniti, ansia per l’uragano Zeta: si avvicina dal Messico

Allarme in Louisiana dove nel 2005 si era abbattuto Katrina

Si sta rafforzando in queste ore nei Caraibi la tempesta Zeta. Un bufera tropicale che sta passando a livello di vero e proprio uragano. Si tratta del ventisettesimo ciclone dell’anno che si abbatte sull’Oceano Atlantico del Nord. Zeta ha preso una sempre maggior forza proprio mentre si avvicinava alle spiagge caraibiche del Messico.

Negli Usa fra 24 ore

Le previsioni adesso indicano a breve il passaggio sulla penisola dello Yucatan. L’uragano dovrebbe a quel punto arrivare in vista delle coste degli Stati Uniti mercoledì 28 ottobre. Intanto un allarme uragani è stato comunque diramato in diversi Stati degli Usa. In particolar modo in quelli più vicini alla costa meridionale del Nord America. L’area della Louisiana è quella che prima delle altre dovrebbe “impattare” contro la furia dei venti e dei nubifragi in arrivo. Si tratta dello Stato di New Orleans, la città che, quindici anni fa nel 2005, il famigerato uragano Katrina devastò molto gravemente.

Una stagione “molto attiva”

Secondo quanto riporta su 3bmeteo.com, quest’anno si sono verificati già 10 uragani. Si tratta cioè di una stagione che va considerato “molto attiva” per i cicloni dell’Atlantico. Nel 2005, l’anno terribile dell’uragano Katrina – quasi 2mila morti fra New Orleans, la Louisiana, l’Alabama e il Mississipi – furono 28 le tempeste nominate, con 15 uragani. Di questi furono 7 quelli che le autorità classificarono come di tipo Major (categoria 3 o superiore). Cindy, Dennis, Katrina, Ophelia, Rita e Wilma furono gli uragani, molto potenti, che dall’oceano “atterrarono” sul suolo statunitense, seminando morte e distruzione.

Ancora un mese di tempeste

Terminato l’elenco tradizionale di 21 nomi dedicati ai cicloni tropicali, spiega Francesco Nucera su 3bmeteo.com, per denominare gli uragani le autorità meteorologiche utilizzano adesso l’alfabeto greco. Ecco perché la tempesta di cui parliamo si chiama “Zeta”. Con la fine del mese di novembre si “chiude la stagione”, per così dire. Ovvero: termina, per quest’anno, la fase dei cicloni e dei loro devastanti effetti sul territorio centro-nord americano. Nel 2005 furono sei le lettere greche utilizzate, un po’ come sta avvenendo oggi, 15 anni più tardi.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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