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Clima, in Trentino i laghi soffrono: l’allarme degli scienziati

Esemplare il caso del Lago di Tovel che ha perso il ghiaccio

Una ricerca condotta dalla Fondazione Edmund Mach ha evidenziato le conseguenze già oggi perfettamente “palpabili” dei cambiamenti climatici sugli specchi d’acqua. In particolare, riporta online l’Ansa, la ricerca ha messo in luce come il cambiamento climatico aumenti l’ossigeno nel fondale del lago di Tovel, in Trentino (nella foto). Il lago di Tovel è stato inserito come sito di ricerca nella rete internazionale di Ricerche ecologiche a lungo termine. In sostanza è un lago “sentinella” dei cambiamenti climatici negli specchi d’acqua e non solo.

L’ossigeno è fondamentale per la vita della fauna ittica del lago. E lo studio dimostra come la perdita di tre settimane di ghiaccio comporti la presenza di maggiore ossigeno sui fondali del Tovel. Questo succede perché gli strati di ghiaccio si formano sempre più tardi a causa delle temperature ogni anno più calde. L’autunno fa registrare in Italia, e, in particolare, in montagna, temperature sempre meno gelide sulla colonnina di mercurio. Lo studio scientifico di cui parliamo è apparso come “Editor`s Choice” nella rivista scientifica EOS.org.

La prima stazione meteorologica nel lago di Tovel è stata installata nel 1973 dall’allora Stazione sperimentale agraria forestale di San Michele. Le indagini idrobiologiche sono diventate mensili nel 1995. Ma il problema dei cambiamenti climatici provocati dai gas serra che “accendono” il surriscaldamento terrestre investe tutto il pianeta.

La Terra intera, a causa anche (ma non solo) delle attività umane, specie quelle industriali, è sotto attacco ambientale. Sette anni e poco più di cento giorni: è questo infatti il tempo dopo il quale per la Terra ci sarà il punto di non ritorno. Lo aveva segnalato l’installazione Climate Clock, che campeggia sulla parete del grattacielo Metronome di Union Square a New York. Non è la profezia dei Maya, abusata e travisata, e non predice l’Apocalisse.

Al contrario indica qualcosa di molto concreto. Il raggiungimento – se nulla cambierà – di un livello così elevato di riscaldamento terrestre da cambiare in peggio la natura e la vita dell’uomo. Per sempre. I cambiamenti climatici drammaticamente accentuati dai gas serra diverranno irreversibili e la vita sul pianeta sempre più difficile. Il Climate Clock ha fatto la sua comparsa nel corso della Climate Week 2020, summit internazionale sul clima a New York. E si è trasformato in un conto alla rovescia che indica il tempo che il nostro pianeta ha a disposizione per limitare le emissioni di biossido di carbonio prima che ogni sforzo divenga inutile. Ad accompagnare lo scorrere del tempo, la scritta The Earth has a deadline, “la Terra ha una scadenza”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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