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Verso il nuovo Dpcm Covid, Conte: “Italia divisa in tre aree di rischio”

Il premier spiega le misure restrittive previste a partire da questa settimana

AGGIORNAMENTO ORE 17:40 – Il premier Conte ha riferito anche in Senato, dopo essere stato alla Camera stamani. Col nuovo Dpcm sarà attivata “una prima fascia: regioni a rischio alto con scenario 4“, quindi un’altra fascia, quella delle “regioni a rischio alto ma con scenario 3″ infine tutte le altre regioni. Sarà un’ordinanza del ministro della Salute a inserire una regione in questa o quella fascia.” Inoltre, se una regione registrerà coefficienti compatibili con un’altra fascia tale regione potrà ‘salire’ o ‘scendere’ di livello. Il premier ha reso omaggio agli italiani anziani, “i nostri anziani”, ha detto. Coloro che “hanno permesso il miracolo economico” facendo grande l’Italia dopo il tracollo della guerra.

Nel prossimo Dpcm indicheremo 3 aree per tre scenari di rischio con misure via via più restrittive“. Lo ha annunciato oggi 2 novembre il premier Giuseppe Conte. Così il presidente del Consiglio ha presentato il quadro delle nuove regole per arginare il dilagare dei contagi di Covid in Italia. Il decreto del governo, il quarto in venti giorni, dovrebbe però, per quello che risulta al momento, slittare a martedì 3 o mercoledì 4 novembre.

Indice di contagio troppo alto

Questi scenari in base ai quali l’Italia sarà suddivisa dovranno tener conto – ha spiegato il premier alla Camera – “dell’indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell’occupazione dei posti letto negli ospedali. Ci sono specifiche criticità in Regioni e province autonome. L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un’alta probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese.”

Si va verso lo scenario 4

“La curva corre in ogni Continente – ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio -. L’Unione europea è una delle aree più colpite dall’urto della seconda ondata. Nelle ultime settimane l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti e anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento, la recrudescenza ha condotto ad una moltiplicazione significativa dei contagi “. “Il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni”.

Limiti agli spostamenti

“Introdurremo il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio” salvo esigenze di lavoro, studio e salute. Conte ha quindi toccato l’aspetto del cosiddetto coprifuoco, sebbene non ne abbia fatto cenno adoperando questo termine. Nel Dpcm si prevederà infatti di adottare a livello nazionale “limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda”.

Didattica a distanza e mezzi pubblici

Per l’intero territorio nazionale, ha spiegato Conte, “intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio. Chiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre.” Nel Dpcm si prevede “anche integralmente” la didattica a distanza per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali.

L’appello a restare uniti

“Questa è la terza crisi che stiamo vivendo e stavolta si può imprimere una svolta, l’Europa l’ha colta con il programma next generation Eu. Serve un nuovo patto tra pubblico e privato – ha concluso il premier -. Il pubblico non deve ostacolare il mercato ma indirizzarlo e il nostro piano offrirà un nuova prospettiva nel solco degli obiettivi Ue. Non possiamo permetterci di distogliere lo sguardo dal futuro, sappiamo con certezza che le trasformazioni in atto lo cambieranno, noi dobbiamo accompagnare la transizione, nessuno può sentirsi esonerato, rivolgo ancora un invito alle forze e alle energie del Paese. Restiamo unti in questo drammatico momento in nome dell’unità e dei valori che sono alla base della nostra Costituzione”.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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