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Coronavirus

Nuovo Dpcm, Conte stringe i tempi: previsto un lockdown leggero

Coinvolgerà in primo luogo le regioni più a rischio

Il nuovo Dpcm con le ulteriori misure restrittive anti coronavirus arriverà entro stasera 3 novembre. O, per meglio dire, “nelle prossime ore”. Questo infatti è ciò che filtra da Palazzo Chigi. Il tentativo che il governo sta facendo “è non paralizzare il Paese: non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, un lockdown light”.

Summit d’urgenza: si tratta fino all’ultimo

Così si è espressa la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, su Rai Radio1 a Radio anch’io. “È abbastanza complicato – ha spiegato la sottosegretaria – cercare di fare una ‘misura sartoriale’ basata su zone, è uno sforzo grandissimo che stiamo facendo. Il tentativo è non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, light”. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, si svolgerà nel pomeriggio un nuovo vertice governo-Regioni, con Comuni e Province. Al summit parteciperanno, per il governo, i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. Ma anche il commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. In serata, quindi è atteso il consueto intervento del premier Giuseppe Conte che spiegherà i contenuti del nuovo decreto.

Piemonte nel mirino

La situazione in Italia si fa ogni giorno più difficile sul fronte dei contagi da Covid. Il Piemonte con la Lombardia, ma anche la Campania e la Calabria, sono fra le regioni più a rischio. “Vedremo tra qualche ora in che misura il governo deciderà – ha dichiarato oggi 3 novembre il governatore del Piemonte, Alberto Cirio -. Ma se saremo costretti a sospendere qualcuna delle nostre attività, sarà una sospensione che vogliamo breve. Per essere pronti a ripartire come prima senza doverci più fermare”. Il presidente della Regione si è espresso in questi termini proprio a proposito del serio rischio di lockdown regionale per il Piemonte. “Queste settimane saranno difficili, delicate, dolorose, ma hanno una fine – ha aggiunto Cirio stesso a margine di una conferenza stampa del Museo Egizio di Torino -. Possiamo chiedere un sacrificio, l’ennesimo, ma solo se c’è una prospettiva. Solo se diciamo che questo è il sacrificio per poi ripartire normali e per sempre”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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