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Whatsapp, arrivano i messaggi effimeri: durano 7 giorni

Sono destinati ad autodistruggersi ma sono diversi dal modello Snapchat

I social media, la messaggistica di microblogging, e Whatsapp in particolare compiono nuovi passi tecnologici per rafforzare i propri servizi agli utenti. E adesso è proprio Whatsapp che arriva a compiere una “promessa” agli smanettoni dello smartphone. L’azienda attiverà in tutto il mondo da questo mese di novembre i cosiddetti “messaggi effimeri“. Si tratta in ogni caso di una funzione facoltativa. Se l’utente, in pratica, decide di attivare la funzione, i nuovi messaggi inviati in una chat non saranno più visibili dopo sette giorni. Spariranno. La funzione, spiega la società in una nota, serve a rendere “la conversazione più leggera e privata”.

“Nelle chat individuali – spiega Whatsapp nel comunicato – entrambi gli interlocutori possono attivare o disattivare i messaggi effimeri. Nelle chat di gruppo solo gli amministratori potranno usare questa funzione“. I messaggi effimeri non sono dunque pensati per essere fugaci al pari di piattaforme come Snapchat. Per il momento, aggiunge Whatsapp, “abbiamo deciso di rendere i messaggi effimeri visibili per 7 giorni, in quanto riteniamo che questo sia un intervallo di tempo adeguato per consentire agli utenti di non perdere il filo del discorso. E di accedere ai messaggi di cui hanno bisogno. Sarà possibile gestire le proprie chat in modo che, trascorsi 7 giorni, la lista della spesa o l’indirizzo di un negozio spariscano automaticamente”.

Questa possibilità, richiesta da tempo dagli utenti di Whatsapp e già presente su Telegram consentirà di non preoccuparsi più dei messaggi precedenti. Dopo sette giorni dall’invio si cancelleranno automaticamente. Un’opzione che sarà estesa, in contemporanea, sia nella chat del mittente che in quella del destinatario. E del messaggio non vi sarà più alcuna traccia. La modalità “expiring message” sarà valida nei gruppi solo per gli amministratori, come detto. È indubbio, infatti, che i gruppi sono più difficili da gestire. Basti pensare alle chat di scuola o di lavoro dove ogni giorno vengono scambiati decine se non centinaia di messaggi.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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