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Formula 1, Lewis Hamilton come Schumi: ha vinto più di tutti

Per la settima volta si è laureato campione del mondo

Lewis Hamilton come Michael Schumacher, sette volte campione del mondo. In Turchia, domenica 15 novembre, il pilota britannico della Mercedes fa la storia, agganciando Schumacher in testa alla classifica all time di titoli mondiali. Sette titoli in carriera ma non solo. Hamilton vince senza pause da quattro stagioni: dal 2017 al 2020 la Formula 1 ha parlato solo la lingua del ragno nero. Dopo il titolo del 2008 arrivato con la McLaren, Lewis ha infilato sei titoli con le Frecce d’argento (nel 2014, 2015, 2017, 2018, 2019 e 2020) ed è il pilota che ha ottenuto più vittorie, podi e pole position nella storia della competizione.

Una scalata inarrestabile

Cosa farà adesso Lewis? È il momento più bello e al tempo stesso delicato nella vita del campione britannico. Ma il successo di Hamilton arriva da lontanissimo e questo può dargli fiducia. Il padre Anthony svolgeva ben quattro lavori per riuscire a sostenere la carriera del figlio nel karting. A dodici anni la chiamata di Ron Dennis che mise sotto contratto la giovane promessa del motor sport britannico. Dieci anni dopo è arrivato il debutto in Formula 1, con un campionato sfuggitogli per poco in un finale da incubo. A 35 anni Hamilton ha da tempo superato tutte le insicurezze che, come egli stesso ha raccontato, avevano seguito la vittoria del primo titolo.

Bye bye David Beckham

È l’unico pilota nella storia di questo sport ad aver ottenuto almeno una pole e una vittoria in tutte le stagioni in cui ha corso. Hamilton sta riscrivendo la storia di questo sport. E non sembra avere intenzione di fermarsi. Una vita al top quella vissuta da Hamilton, cresciuto come l’icona rock della Formula 1, fra tatuaggi, chitarre e amicizie vip nel mondo di Hollywood. Fidanzato con la bellissima Cindy Kimberly, modella ventenne, Hamilton è diventato lo sportivo britannico più ricco, con un patrimonio che nel 2020 ha superato i 250 milioni di euro, scavalcando David Beckham.

Ambasciatore Unicef

Il ragazzo nato a Stevenage, città medio-piccola a una trentina di miglia da Londra, aveva già le idee chiare fin da piccolo. Correre in F1 e fare la storia. Una personalità di acciaio, abbinata a un lato glamour che ha spesso fatto notizia. I suoi amori più duraturi? I cani, bulldog inglesi, inseparabili compagni e star del web al punto da avere un account personale su Instagram con oltre 140 mila follower. Oltre alla svolta vegana e all’impegno per la difesa dell’ambiente, Hamilton si è assunto anche il ruolo di ambasciatore dell’Unicef a sostegno dei minori colpiti dalla malnutrizione. Innumerevoli poi i riferimenti culturali, artistici e sportivi che non sempre i suoi fan riescono a cogliere.

“Trump? No, grazie”

Tra le sue tante sfaccettature, nel 2017 Hamilton non fece mancare il sostegno alla protesta anti-Trump degli sportivi statunitensi e tutto lascia intendere che la vittoria di Joe Biden alle presidenziali Usa del 3 novembre scorso non l’abbia lasciato indifferente. In questa stagione Hamilton ha fatto fatto parlare di sé anche per l’impegno attivo contro le discriminazioni razziali, appoggiando nel corso del mondiale il movimento Black Lives Matter.

Michael Schumacher, mito della Ferrari. Da anni in riabilitazione dopo l’incidente sugli sci del 2013

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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