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Covid, sorpresa dal sondaggio: 1 italiano su 6 non vuole vaccinarsi

Il dato emerge da un'indagine Ipsos

Il vaccino contro il coronavirus continua la sua corsa contro il tempo. Ma potrebbe non essere accolto bene da tutti i cittadini. Un italiano su sei, rivela un sondaggio, resta scettico e non vorrebbe assumerlo. Il dato emerge dal sondaggio Ipsos per la trasmissione diMartedì condotta da Giovanni Floris, in onda su La7 il 17 novembre.

Solo il 33% “lo farà subito”

ll 16% del campione degli intervistati dichiara che non farà il vaccino se questo sarà disponibile già dal 2021, e ben il 42% aspetterà per valutarne l’efficacia. Solo un terzo o poco più del campione intervistato ha risposto che “lo farà certamente appena possibile”. Pessimismo anche sulla disponibilità: il 58% ritiene che non ce ne sarà a sufficienza per tutti.

I vaccini in arrivo

Sono ormai svariati i vaccini in lizza per diventare operativi a tutti gli effetti, in varie parti del mondo colpito dalla pandemia. In Italia, secondo le previsioni del momento, dal gennaio 2021 potrebbero arrivare le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech: fino a 40 milioni. Questo dopo che, la scorsa settimana, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’acquisto delle prime 300 milioni di dosi da parte dell’Unione europea. In pole per lo “sbarco” in Europa, sebbene in modo ancora non sufficientemente chiaro, anche il vaccino elaborato e testato dall’americana Moderna.

Von der Leyen: “1,2 miliardi di dosi”

Nel frattempo a Bruxelles la Commissione europea ha approvato un quinto contratto di fornitura con la società farmaceutica europea CureVac. Scatterà l’acquisto iniziale di 225 milioni di dosi, con l’opzione di richiedere fino a 180 milioni di dosi ulteriori una volta che saranno dimostrate sicurezza ed efficacia del prodotto. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha fatto un’importante precisazione su Twitter: “Finora ci siamo assicurati 1,2 miliardi di dosi di potenziali vaccini – ha scritto in un post -. Ci impegniamo a garantire l’accesso a vaccini sicuri, efficaci e convenienti”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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