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Covid, Conte: “Festività di Natale? Niente cenoni, serve sobrietà”

Il premier mette in guardia da un rischio contagio ancora troppo alto

“A Natale dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio. Veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci…non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche occorre buonsenso.” Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi 19 novembre nel corso del suo intervento all’assemblea dell’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia).

In Italia centinaia di morti ogni giorno

Manca poco più di un mese al Natale e alle feste per il Capodanno e il premier dice la sua senza troppi giri di parole. La seconda ondata della pandemia di coronavirus sta colpendo duro. In Italia il 18 novembre si sono contati 753 morti e oltre 34mila nuovi casi su oltre 234mila tamponi effettuati. La curva dei contagi va abbattuta altrimenti, spiegano gli esperti, non è immaginabile tentare di ritornare a una vita pienamente “normale”, cioè senza più restrizioni.

Saranno festività “asciutte”

Una settimana di socialità scatenata – precisa ora Conte – significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva. Sia in termini di decessi che di stress sulle terapie intensive. “Non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo prepararci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia” di crescere, sottolinea il premier.

Il premier contro i giornali

“Oggi è stata pubblicata con grande evidenza su un quotidiano – aggiunge Conte – una fake news. L’Italia in ritardo sul piano di resilienza. Abbiamo verificato e quella notizia non viene neppure da Bruxelles, è stata inventata di sana pianta. Le nostre linee guida sono state convalidate e condivise anche da un passaggio parlamentare. Lavoriamo già con la commissione, settimanalmente, per la definizione dei progetti. Ieri sera sino alle 11 abbiamo avuto una riunione interna per definire la struttura normativa che consenta di garantire che il piano abbia rapida attuazione”.

“Colpa del sovranismo straniero”

Sul Recovery fund “dobbiamo augurarci che i rallentamenti, che non vengono certo dall’Italia che sta lavorando alacremente, non vengano dal soffio di sovranismo che ancora alita in via marginale ma ancora soffia un po’ in Europa”. “Bisogna rendere trasparenti e chiari i meccanismi a tutta la popolazione. Ma parliamo sempre di algoritmi e valutazioni scientifiche ed è un po’ complicato rendere semplice un meccanismo articolato. Ricordiamo sempre che all’interno della cabina di regia ci sono tre rappresentanti delle regioni che hanno contribuito a elaborare questi parametri e ogni volta partecipano alla comunicazione dell’esito del monitoraggio. Dobbiamo fare ancora di più. Cercheremo di rendere ancora più chiari e trasparenti i parametri ma questo non diventi confusione”.

Agevolazioni sulla Tosap

“Prendo l’impegno a valutare la Tosap, la tassa per l’occupazione delle aree pubbliche. Abbiamo stanziato circa 300 milioni per le agevolazioni nel 2020, l’impegno è a riprodurre la misura molto gradita ai ristoratori anche nel 2021″, afferma il premier. “Sappiamo che c’è l’aspettativa di tanti operatori per ripartire – ha detto dal canto suo il ministro per la Autonomie, Francesco Boccia -. Però dobbiamo tenere duro in queste settimane perché più saremo rigorosi adesso, più metteremo in sicurezza il Paese, prima ripartiremo”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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