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Giornata mondiale dell’infanzia, Google la celebra con il Doodle

Il 20 novembre 1989 l'Onu adottò la prima Convenzione per i diritti dei bambini

Ricorre venerdì 20 novembre la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Su Internet il motore di ricerca Google la celebra dedicandole un colorato “doodle”, ovvero la speciale versione del logo dell’azienda. Una sorta di marchio, a carattere celebrativo, che Google sfoggia per i cybernauti soltanto in occasioni particolari.

Da quali paesi si può vedere il doodle

Quello del 20 novembre è un doodle che consiste in un bella illustrazione con bambini che giocano tra aquiloni e barchette di carta. Il motore di ricerca ha reso visibile l’immagine nella sua Home page in Italia, Austria, Ucraina, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Iraq, Oman, Ghanat, Tanzania, Uganda, Kenya e Malaysia.

La Convenzione Onu per i diritti dei bambini

La Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si celebra oggi perché in questo giorno, nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione ONU per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono 196 i Paesi della Terra che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la ratifica è avvenuta con legge n°176 del 27 maggio 1991. Il colore del giorno è il blu. La Convenzione, composta di 54 articoli e 3 Protocolli opzionali (sui bambini in guerra; sullo sfruttamento sessuale; sulla procedura per i reclami) è un documento importantissimo: per la prima volta, si enunciano, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti ai bimbi e alle bimbe di tutto il mondo.

L’invito dell’Unicef

Quest’anno, nel mondo attraversato dalla pandemia del Covid-19, è ancora “più importante che mai pensare a un futuro oltre il virus″, raccomanda l’Unicef (il fondo dell’Onu per l’infanzia). Unicef Italia ha proposto ai bambini e ai ragazzi di compiere “un gesto simbolico” utilizzando i social. Scrivere sulla propria mascherina un messaggio – una parola, una frase, un simbolo – che parli del domani, “del futuro atteso o sperato al di là di questa sorta di ‘era glaciale’ della nostra vita collettiva”. L’iniziativa si chiama Il futuro me lo leggi in faccia ed è stata subito accolta da molti giovanissimi che sui social hanno condiviso i loro messaggi di speranza.

L’Assemblea Generale dell’Onu a New York

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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