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Covid, tre regioni da rosse ad arancioni: cosa cambia per oltre 16 milioni di italiani

Misure meno restrittive per Lombardia, Piemonte e Calabria dal 29 novembre

Zona rossa addio. Da oggi 29 novembre Lombardia, Piemonte e Calabria diventano “arancioni”. Cambiano dunque le normative anti Covid per oltre 16 milioni di italiani. La Lombardia conta infatti oltre 10 milioni di abitanti, il Piemonte più di 4 milioni e la Calabria circa 2 milioni. Tre delle maggiori regioni cambiano colore fino a giovedì prossimo 3 dicembre – prima del nuovo Dpcm – in base a quanto stabilito dall’ordinanza del ministro Roberto Speranza.

Ma non è un “liberi tutti”

Il passaggio prevede un allentamento delle misure anti coronavirus anche se restano molte regole e divieti. “Non è iniziata la stagione del liberi tutti” avverte il governatore lombardo Attilio Fontana. Il quale ha invitato i cittadini a “non abbassare la guardia” e a “comprare italiano, lombardo” visto che da oggi i negozi potranno riaprire. Sarà, comunque, vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune.

Negozi, bar e ristoranti

Per quanto riguarda le attività commerciali, i negozi resteranno aperti. Tuttavia resteranno chiusi bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi a eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusi musei e mostre.

Scuola, palestre, cinema e teatri

Nelle neo regioni arancioni didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie come regola generale. “Da lunedì (30 novembre, ndr.) i ragazzi delle medie frequenteranno la scuola in presenza” conferma il governatore lombardo Attilio Fontana. Diversa la posizione del presidente del Piemonte Alberto Cirio ha scelto di mantenere la didattica a distanza per la seconda e terza media. “Vogliamo riaprire in sicurezza per non chiudere fra un mese” ha detto. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, a eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

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Più libertà di circolazione per lombardi, piemontesi e calabresi

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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