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Coronavirus

Covid, il commissario Arcuri: “Entro settembre 2021 possibile vaccinare tutti gli italiani”

La campagna di vaccinazione sarà la più grande mai vista in Italia

Dal gennaio 2021, fra un mese, anche l’Italia potrà contare su uno o più vaccini anti Covid. Dopo gli interventi su questo tema dei ministri Speranza e Boccia, giovedì 3 dicembre ha rilasciato alcune dichiarazioni il commissario Domenico Arcuri. È lui il responsabile del piano di somministrazione e distribuzione dei vaccini nel nostro Paese.

All’Italia il 13% del vaccino europeo

“A cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione“. Vale a dire, dunque, al più tardi a settembre. Lo ha detto appunto Arcuri, durante l’audizione alle commissioni riunite Trasporti e Affari sociali della Camera. Il commissario ha aggiunto che “l’Italia ha diritto al 13,46% delle dosi di vaccino che saranno via via distribuite dall’Europa”.

Immunità di gregge

“In merito all’immunità di gregge – ha precisato il commissario – gli esperti scientifici ci dicono che almeno il 60% dei cittadini dovrà essere vaccinato.” Si tratta di una percentuale che, se in anni passati si sarebbe potuta considerare non troppo difficilmente raggiungibile, adesso può potenzialmente creare qualche disagio. “Noi auspichiamo che – ha infatti aggiunto Arcuri – anche grazie a una campagna di comunicazione massiva si possano superare le remore che ci sono, non so bene quanto, rispetto alla ritrosia a sottoporsi al vaccino”. Nel nostro Paese, come in tutto l’Occidente, cresce ormai da tempo l’ondata dei cosiddetti no vax, coloro che sono per principio avversi alle vaccinazioni. Viviamo in tempi dove, a torto o a ragione, non è affatto scontato che gli italiani siano disponibili a farsi vaccinare in massa come avveniva nel passato.

Si attende il via libera

Il 29 dicembre e e 12 gennaio l’Ema (European medicines agency) si pronuncerà sulla documentazione fornita da Pfizer e Moderna sui vaccini anti Covid. “Questo dovrebbe consentire di avere 3,4 milioni di dosi per vaccinare 1,7 milioni di persone”, ha detto Arcuri. Nella seconda metà di gennaio, stando alle parole del commissario all’emergenza Covid, è dunque previsto l’inizio delle vaccinazioni. Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del comitato tecnico scientifico (Cts), le dosi disponibili andranno ad aumentare col passare del tempo.

“La più grande campagna di vaccinazione”

Quindi, entro fine estate o inizio autunno, “dovremmo aver completato la somministrazione della più grande campagna di vaccinazione di massa che abbia mai avuto corso nel Paese”, ha dichiarato Locatelli ad Agorà su Rai 3. Su un altro fronte è intervenuto invece il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito. “Chi ha avuto il Covid – ha detto – non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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